Italcementi 2016: nuovi piani in arrivoNon tutti sanno che Italcementi viene considerata una tra le aziende più importanti al mondo per quanto riguarda la produzione di cemento e molti altri derivati. Con il passare degli anni, Italcementi ha saputo incrementare di molto il suo fatturato, grazie ad una forte politica di espansione correlata a forti investimenti sia in termini di risorse umane sia dal punto di vista delle tecnologie utilizzate per operare. Stando a recenti dati, la capacità produttiva di tale colosso si aggira intorno ai 60 milioni di tonnellate mentre, per quanto riguarda il fatturato possiamo dire che nel precedente anno si è giunti alla sorprendente cifra di 4,3 miliardi di euro.

Molto discussa, in questi giorni, è sicuramente la vicenda che vede protagonista HeidelbergCement (importante azienda produttrice di cemento e calcestruzzo con sede in Germania, nonché controllante di Italcementi con una quota percentuale tra le più alte). Dopo l’ingresso di questa multinazionale estera all’interno del gigante italiano, si sono susseguite una serie di importanti proposte che, se da un lato dimostrano la volontà di mantenere per sommi capi la stessa struttura esistente, dall’altro hanno generato un malcontento di alcune categorie di lavoratori. Nel 2015 sono state davvero tantissime le aziende italiane ad aver perso la “nazionalità” a fronte di grandi acquisizioni da parte di importanti investitori esteri e, con la presenza tedesca, siamo davvero curiosi di scoprire quale andamento prenderà Italcementi sotto tutti i punti di vista.

L’ambizioso progetto di Heidelberg

Proseguendo il nostro discorso precedentemente avviato, la stessa Heidelberg ha da poco varato un importante piano a lunga gittata che dovrebbe durare fino al 2020. I due punti chiave della decisione esposta da Scheifele, Ceo dell’azienda tedesca, riguardano principalmente la rivisitazione del comparto lavorativo. Entrando nello specifico possiamo dire che il primo riguarda la dichiarazione di circa 400 esuberi all’interno dei 2500 lavoratori italiani mentre il secondo, più incoraggiante del primo, tratta dell’intenzione di mantenere intatto sia il brand originale sia la struttura industriale in Italia. Il malcontento ovviamente resta tutto ai lavoratori toccati dall’eventuale uscita o cassa integrazione che, nel corso di queste ultime settimane, continuano a protestare attraverso scioperi manifestando la loro contrarietà.

Lo stesso Scheifele, continuando nel suo discorso, ha dichiarato di voler riportare Italcementi alla redditività grazie a notevoli miglioramenti all’interno di tutta la struttura operativa e a nuove organizzazioni che andranno a migliorare il coordinamento generale di tutto il nuovo complesso industriale. Decisione difficile è capire se l’importante progresso aziendale, strettamente collegato ad acquisizioni o fusioni, possa andare a ledere (anche se in misura minore) alcune posizioni lavorative.

Italcementi e la sua espansione territoriale

Così come abbiamo preannunciato all’inizio del nostro discorso, Italcementi può contare su una forte diversificazione territoriale (prerogativa fondamentale per il successo su larga scala). Entrando più nello specifico: la nostra azienda italiana gode della nomina di quinto produttore di cemento mondiale, grazie all’esperienza e le conoscenze di circa 22 paesi sparsi in quattro dei cinque continenti presenti sulla terra. Nel suo interno la diversificazione ha davvero dell’incredibile poiché conta su: 420 centrali di calcestruzzo, 112 cave di estrazione, 6 terminali, 46 centrali di lavorazione del cemento ed infine altri 12 centri di macinazione del prodotto. Le percentuali di crescita di tale realtà restano importanti e, con il passare del tempo, continuano ad aumentare in misura sostanziale. In un periodo così difficile per l’Italia, sia dal punto di vita lavorativo sia da quello economico, Italcementi, risolvendo la situazione dei 400 esuberi, ha tutte le caratteristiche per poter aumentare ancora di più i suoi ricavi in modo da proporre nuovi investimenti e scalare così la classifica mondiale di un gradino, arrivando quindi all’ambito quarto posto.

Titolo Italcementi (IT-I) tra i preferiti nel 2016

La presenza decennale di Italcementi, attraverso il suo simbolo (IT-I) all’interno della borsa italiana, viene considerata importantissima sotto l’aspetto degli investimenti azionari. Partendo dal presupposto che tale azienda continua ad essere utilizzata come ottima alternativa di negoziazione rispetto ai cosiddetti “titoli standard”, possiamo dire che nel corso degli ultimi anni il suo notevole incremento l’ha portata ad essere una tra le migliori, soprattutto per quanto riguarda il lungo periodo. Sono sempre di più gli investitori che decidono di inserire Italcementi all’interno del proprio portafoglio azionario per svariate ragioni. Attraverso l’andamento fluttuante del titolo, è possibile sfruttare sia le situazioni di salita sia quelle di discesa con gli ormai conosciuti contratti per differenza.

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