La Grecia a Secco e dalle Bce 93 Miliardi alle Banche ItalianeLa liquidità in Grecia sta per finire e non pagare i crediti dell’Fmi o della Bce, entrambi in scadenza a maggio e a giugno, la porterebbe inevitabilmente fuori dall'euro.

I mercati europei e del resto del mondo sono particolarmente in fibrillazione in questi giorni, perché l’uscita dall’euro significherebbe uscire, come è accaduto in Argentina, dai mercati internazionali e dalle linee di finanziamento. Se Atene non rispetta le scadenze del rimborso dei debiti contratti con la Bce, per esempio, per la Banca centrale europea sarebbe impossibile accettare erogare ulteriori prestiti. Di conseguenza, il sistema bancario greco non avrebbe accesso né alla liquidità né ai prestiti internazionali e il governo greco dovrebbe istituire controlli dei capitali per evitare la fuga dai depositi bancari, come già accaduto a Cipro. La Grecia sarebbe costretta, nel giro di poche settimane, a uscire dall’euro e stampare dracme, che pero’ a questo punto sarebbero svalutate anche fino al 40 per cento e forse oltre.

Il Destino della Grecia nelle Sue Mani

Nella riunione di aprile della BCE Draghi ha dichiarato che la risposta èinteramente nelle mani del Governo greco e dipende dai progressi sui negoziati. Secondo la Bce, non vi è alcuna data fissata per fermare l'estensione dell’ELA (il programma di erogazione di liquidità d’emergenza alle banche greche), e dunque continuerà a estendere la liquidità alle banche greche, purche' forniscano adeguate garanzie. Ed È proprio questo il problema. In caso di default le banche greche non sarebbero in grado di fornire alcuna garanzia accettabile per la Banca centrale europea.

Draghi durante la conferenza stampa ha menzionato che il Consiglio ha considerato la possibilità di una svalutazione dei titoli greci in portafoglio, qualora le condizioni dovessero prendere una piega ancora più negativa.

Mercati sulle montagne russe

La volatilità sui mercati finanziari in questi giorni si conferma altissima.

In particolare sono state fenomenali le vendite di azionario europeo, con il Dax nello specifico che nel giro di 5 giorni di contrattazioni ha perso oltre 700 punti dai massimi storici a 12.400 punti ed il FTSE MIB che si è deprezzato di 1000 punti. Oggi tuttavia si registra una forte tendenza al rialzo per Borsa Italiana.

Per il momento, secondo Draghi, non vi è evidenza di gravi rischi per la stabilità finanziaria a causa di squilibri sui mercati e in particolare per effetto dei tassi negativi sui bond governativi.

Il governatore della Bce ha fatto notare che l’esistenza di bolle finanziarie è preceduta da un aumento della leva finanziaria e da una forte accelerazione dei prestiti bancari, che al momento non si riscontrano.

Alle banche italiane 93 miliardi di euro

E mentre la Grecia annaspa, le banche italiane hanno raccolto complessivamente 93 miliardi di euro dal programma TLTRO (Targeted long term refinancing operation) della Banca Centrale Europea. Cioècirca il 30% dei 311 miliardi erogati complessivamente dall'istituto di Mario Draghi al sistema bancario della zona euro.

Soldi erogati dalla BCE alle Banche Europee

TLTRO consiste in operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine finalizzate a sostenere il processo di erogazione del credito bancario all’economia reale. In sostanza, i fondi che la Bce eroga alle banche dovranno essere usate da queste ultime per migliorare e incrementere l’erogazione di prestiti bancari a favore delle imprese.

In particolare, Unicredit ha sottoscritto 7,9 miliardi di fondi a lungo termine nella terza asta TLTRO dlla BCE, mentre IntesaSanpaolo ha comunicato che in data 19 marzo 2015, il gruppo ha partecipato alla terza operazione di finanziamento TLTRO da parte della BCE per un ammontare pari a 10 miliardi di euro. Lo scorso anno, in 2 distinte richieste, l'istituto aveva richiesto circa 12,5 miliardi di euro.

Entrambi i titoli Unicredit e Intesa stanno avendo ottime performance in Borsa, con incrementi oltre l'1% su base giornaliera.