l 5 luglio il 61,3 per cento dei cittadini greci ha detto no alle proposte di riforma presentate dai creditori della Grecia in cambio di un piano di aiuti che assicuri liquidità sufficiente al Paese ellenico ad evitare un drammatico default.

Ora la faccenda si fa molto complicata e rischiosa per tutte le parti. La Grecia non ha infatti versato la rata del prestito di 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale ed è così diventata il primo Paese insolvente dell'Unione europea. Tecnicamente il default non è automatico, ma la Grecia si ritrova ora vicinissima al fallimento e non potrà accedere a ulteriori prestiti del Fondo monetario internazionale. Non e' chiaro quanta liquidità le verrà concessa dalla Banca Centrale Europea, che finora ha fornito ossigeno al sistema bancario greco.

Numeri della crisi grecaIl 29 giugno le banche sono state infatti chiuse, per tentare di arfginare la fuga di capitali, che in realtà e' in atto già da qualche tempo. Sarebbero dovute riaprire ieri, ma cio' non e' avvenuto e la paura dei greci e' che la riapertura possa slittare chissà fino a quando, dal momento che la liquidità e' praticamente esaurita. Il governo ha imposto un prelievo massimo dai bancomat di 60 euro al giorno.

Lo spettro del default e dell'uscita dall'euro ha seminato il panico sia nei cittadini greci, sia nei mercati di tutto il mondo.

I titolari di azioni nelle borse di tutto il mondo hanno perso oltre 450 miliardi di euro nell'ultima settimana di giugno: la crisi greca e la paura di un possibile default hanno fatto crollare non solo i mercati europei, ma anche quelli asiatici e statunitense. In due mesi - da inizio giugno ad oggi, la Borsa di Milano ha perso piu' del 7%. Gli ultimi due giorni sono stati di fore calo, sia per Milano sia per tutti i mercati internazionali.

Oggi invece, sulla scia di una proposta di accordo avanzata dal premier Tsipras a Bruxelles, il FTSE MIB che porta a casa un buon rimbalzo (+2,64%).

A Piazza Affari è stata trainata in particolare dal rimbalzo dei titoli bancari che hanno ripreso a crescere dopo il calo tecnico del dopo referendum. In luce il Monte dei Paschi (+5,76%), Bper (+5,67%) e Bpm (+5,42%). Ottima ripresa anche per Banco Popolare (+4,06%), Intesa Sanpaolo (+3,58%), Unicredit (+3,39%), Mediobanca (+3,18% a 8,425 euro) e Ubi Banca (+3,35%). L'acquisto di questi titoli (e molti altri ancora del listino di Borsa Italiana e anche delle Borse di tutto il mondo) nelle prossime ore potrebbe generare notevoli profitti se le trattative tra Tsipras e l'Eurogruppo andassero a buon fine nei prossimi giorni.

Ma si prepara un altro week-end ad alta tensione, probabilmente l’ultimo nel bene o nel male, ed e' quindi forse l'ultima opportunità per trarre profitto scommettendo sulle riuscita o meno delle trattative tra il governo greco, ringalluzzito dal voto dei suoi elettori, e i creditori del governo ellenico.

A conti fatti ci sono solo quattro giorni di tempo per evitare che la Grecia vada in bancarotta.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ha affermato oggi che «La nostra incapacità a trovare un accordopotrebbe portare la Grecia alla bancarotta e all'insolvenza del suo sistema bancario. E certamente questo porterà maggiore sofferenza al popolo greco. Non ho dubbi che questo avrà un impatto sull'Europa, anche in senso geopolitico, se qualcuno si illude che non sia così è un ingenuo».