Euro ha Guadagnato il 10 per cento in 1 Mese sul Dollaro. Che Fine Ha Fatto Ipotesi Cambio 1 a 1Nei primi mesi del 2015 l’euro perdeva quota nei confronti del dollaro e le Borse dell’area euro beneficiavano dalla svalutazione competitiva della valuta europea. Il programma di quantitative easing lanciato a fine gennaio dal governatore della Bce Mario Draghi spingeva ai minimi storici il rendimento dei titoli di Stato dei paesi europei. Nel frattempo, il super-dollaro contribuiva a tener basse le quotazioni del petrolio che a sua volta, alimentavano pressioni deflazionistiche. Gli investitori internazionali sono quindi sempre più convinti che la Bce andrà avanti con il suo programma di stampare soldi a beneficio dei titoli di Stato, creando una distorsione nel livello di rischio, spingendo quindi gli investitori a comprare più azioni per andare a caccia di rendimenti in uno scenario di tassi obbligazionari nulli o quasi. I titoli di Stato tedeschi erano arrivati a tassi di interesse ridicoli, al limite del proponibile: 0,049%. Se rapportati ai tassi dei decennali statunitensi (2,3%), lo spread tra titoli Usa e titoli tedeschi ha raggiunto oltre 200 punti.

                                                    Euro dollaro trading 

Tutto cio' ha subito una battuta d'arresto verso metà aprile, quando è partita una correzione degli squilibri creati nei mesi precedenti. Questo dopo che dagli Usa è  arrivato il pessimo dato sul Pil nel primo trimestre (cresciuto dello 0,2% anziché dell’1% come atteso) che ha spinto gli investitori a credere che la Federal Reserve rimanderà il rialzo dei tassi da giugno in autunno, o addirittura nel 2016.

Il grafico seguente da' un'idea della magnitudine dell'andamento del cambio tra le due valute negli ultimi anni: Andamento Cambio Euro Dollaro ultimi anni

I primi effetti di questa correzione si sono visti sul cambio EUR/USD: da qualche settimana l’euro è tornato ad apprezzarsi di circa il 10%, passando da 1,04 a 1,14. Anche i tassi dei Bund tedeschi hanno invertito la rotta: sono saliti di oltre il 1.300% sfiorando lo 0,8%. I BTp a 10 anni hanno ritoccato il 2% (dopo aver raggiunto un minimo all’1,3%) e così anche i titoli di Stato degli altri Paesi dell'Eurolandia hanno visto i rendimenti crescere. Anche le Borse europee hanno vissuto una correzione dell’8%, mentre il petrolio è tornato a quota 70 dollari.

Anche settimana scorsa i mercati forex hanno avuto un andamento dimesso e l’USD si è indebolito contro gran parte delle altre valute. La flessione delle vendite al dettaglio negli USA rimanda ulteriormente le prospettive di un rialzo del tasso della Fed. Le prospettive di una ripresa economica negli USA appaiono molto meno sicure e l’EUR/USD ha ottenuto un altro stimolo dai rendimenti dei Bund tedeschi, che sono rimasti su livelli elevati

Il cambio euro/dollaro e' la chiave per comprendere la situazione dei mercati finanziari attuale. A questo punto molti si chiedono: che fine ha fatto l’ipotesi della parità tra le due l'euro e il dollaro? L'idea che si arrivasse a toccare un cambio 1:1 (o anche meno!) andava di moda tra gli investitori nei primi mesi dell’anno (e in effetti il cambio si è davvero avvicinato alla parità toccando un minimo da 12 anni a 1,049 dollari). Resta ancora in piedi nello scenario attuale, quantomai incerto sulla tempistica di un rialzo dei tassi negli Usa?

Secondo alcuni analisti, l'apprezzamento dell'euro (da 1,06 a 1,14 tra il 20 aprile e il 15 maggio) non è giustificabile ne' sostenibile. La scarsità di titoli tedeschi colpirà di nuovo i mercati, in particolare a giugno e luglio.

Molti dunque rimangono positivi circa una ripresa del dollaro da qui a fine anno. La rapida correzione al ribasso a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane è legata a fattori in parte contingenti ed in parte tecnici. L'obiettivo della parità dollaro-euro è forse un obiettivo troppo ambizioso entro l'anno, ma un livello attorno ad 1,05 è ragionevolmente raggiungibile.

Un appuntamento chiave sarà ora la seconda lettura del Pil degli Stati UNiti del 1° trimestre (in agenda il 29 maggio) , che dovrebbe essere rivisto in negativo. Se le cose andassero meglio del previsto per l'economia americana, un aumento dei tassi da parte della Fed tornerebbe ad essere un'ipotesi concreta, cosi come un super dollaro. 
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