Telecom converte le sue azioni per fronteggiare Vivendi e Niel

Telecom converte le sue azioni per fronteggiare Vivendi e NielDopo le varie notizie riguardanti l’acquisto di percentuali sempre più grandi all’interno dell’ azionario di Telecom, la società ha da poco concluso un incontro che mira a limitare la scalata francese di Vivendi e Niel. La mossa strategica sarebbe quella di convertire in ordinarie le cosiddette azioni di risparmio attraverso un processo che limiterebbe in qualche modo i poteri di queste forti pressioni esterne. Anche se l’andamento azionario di Telecom continua a segnare negatività all’interno del grafico, con questa mossa l’azienda potrebbe riportare una situazione di equilibrio con prospettive di crescita future. Come abbiamo citato in precedenza ricordiamo che due dei maggiori azionisti della società italiana sono: Vivendi, il quale secondo indiscrezioni ha già in mente di portare la sua percentuale di possesso al 25% e Niel che attualmente detiene il 15,4% delle azioni sotto forma di opzioni. Viste queste percentuali importanti, adesso è chiaro il perché Telecom, spaventata da un avanzamento troppo incisivo, abbia pensato di attuare questo piano di conversione che dovrà essere discusso e poi approvato attraverso un’assemblea straordinaria il 15 Dicembre.

Come avverrà questa conversione?

Prima di iniziare a spiegare il processo è obbligatorio fare una prima distinzione tra i due tipi di azione, vediamo alcuni punti caratteristici:

  • Una delle prime grandi differenze riguarda il dividendo che è maggiore in caso di possessione di azioni di risparmio rispetto a quelle ordinarie. Per l’azienda le azioni di risparmio sono sicuramente molto più costose rispetto alle altre e necessitano inoltre di figure professionali particolari.
  • La seconda differenza è incentrata sul diritto di voto, esistente per i possessori di azioni ordinarie e nullo per i possessori di azioni di risparmio. Da qui si spiega anche il termine utilizzato poiché sono proprio i piccoli e medi risparmiatori a comprare questo tipo di azioni, in quanto non hanno nessuna necessità di entrare a far parte delle decisioni aziendali.

Telecom detiene 6 miliardi di azioni di risparmio non convertibili e ben 13,5 miliardi di azioni ordinarie. Attraverso questa conversione l’azienda dovrebbe essere in grado di diminuire il potere di voto degli azionisti del 31% circa. In particolare: Vivendi passerà dall’attuale 20,03% a più o meno il 14% e Niel sarà costretto a fare da spettatore, almeno per i primi periodi, per poi capire se le sue opzioni verranno convertite prima della data stabilita. In un periodo abbastanza complesso, grazie a questa strategia si avrà un importante aumento della liquidità nonché un ulteriore rafforzamento della struttura patrimoniale. L’incasso farà così parte di un nuovo piano riguardante gli investimenti societari. Telecom ha comunque precisato di aver svolto questa mossa mantenendo il rispetto dei due soci e che, tra i due, la persona da tenere più sotto controllo è Vivendi in quanto Niel non ha ancora di fatto un vero e proprio diritto di voto.

La scelta di puntare su Telecom

La scelta di entrare a far parte, in maniera molto consistente, di un’azienda come Telecom crea sempre scompiglio generale sia all’ interno dell’organizzazione della stessa sia nell’andamento dal punto di vista borsistico. C’è da ricordare che Niel, detenendo il 15,1% delle azioni, può essere considerato un player molto forte all’interno del sistema ma che ancora non può far valere la sua parola, in quanto il suo possesso riguarda opzioni regolabili a scadenza. Queste opzioni di tipo europeo hanno la particolare caratteristica di poter essere esercitate solo ed esclusivamente dopo la scadenza del contratto. In particolare è stato confermato che la scadenza della prima opzione è stata fissata per il 21 giugno 2016 mentre l’ultima nel 2017, per la precisione il 21 settembre. Rispondendo alle varie domande Niel ha anche confermato di operare da solo e quindi di non aver stretto nessun legame con altri importanti soci o partecipanti al capitale di Telecom.

I primi nove mesi di Telecom nel 2015

Nonostante il fatturato aziendale segni un calo rispetto all’anno precedente, i dati relativi agli investimenti industriali sembrano poter portare buone speranze future a Telecom. In particolare in questi primi nove mesi del 2015 si sono contati ben 3.233 milioni di euro, che confermano la voglia dell’azienda di apportare delle modifiche migliorative nel triennio 2015-2017. Grazie ai sistemi telecomunicativi di nuova generazione è stato possibile aumentare, in misura abbastanza soddisfacente, il numero dei clienti raggiunti. In particolare il 40% della popolazione attraverso l’ormai nota fibra ottica e l’86% attraverso il 4G. Attraverso una nota Telecom ha confermato un progressivo recupero portato dai nuovi servizi innovativi offerti ai cittadini. Il mobile è stato uno dei settori più proficui in quanto ha segnato l’aumento di un punto rispetto allo scorso trimestre mentre i servizi fissi continuano ad essere in calo, anche se in maniera molto più ridotta rispetto al passato.

Chiunque volesse utilizzare le azioni Telecom Italia, attuando sia strategie basate sulla vendita sia strategie basate sull’acquisto, può utilizzare le varie piattaforme online che danno la possibilità di poter negoziare in totale tranquillità anche con operazioni di breve durata. Soprattutto in questi periodi di forte oscillazione, avere la possibilità di aprire e poi eventualmente chiudere una posizione è molto importante e grazie ai CFD questo è possibile. Ricordiamo per concludere che all’interno dei sistemi online è possibile studiare e visualizzare l’andamento del grafico in tempo reale del titolo Telecom.

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