La Gran Bretagna esce dall'UEDopo settimane di attesa la Gran Bretagna ha finalmente avuto il suo referendum sul Brexit che, conclusosi con la piena maggioranza, porterà la sua uscita dall'Unione Europea. La decisione di abbandonare l'Europa, oggetto di dibattito per lunghissimi periodi, viene vista da una parte come una grande opportunità di ripresa per l'intero paese e dall'altra come una vera e propria scommessa rischiosa. Parlando della tempistica possiamo sicuramente affermare che il primo passo spetterà allo statuto uscente che, coerentemente agli articoli stabiliti, dovrà chiedere all'Unione Europea di attivare tutto l'iter burocratico previsto. Se da una parte sappiamo che i primi passi potrebbero essere mossi il prossimo 28 o 29 giugno (data del vertice Europeo a Bruxelles), dall'altra vi è quasi la certezza che tutto il processo seguirà varie fasi, che termineranno entro e non oltre i prossimi due anni. Trading online demo

Come vedremo successivamente, la Brexit, oltre a portare fin da subito cambiamenti radicali all'interno del sistema britannico, segnerà anche la fine (o il riassetto) di molti contratti commerciali con le altre nazioni, come ad esempio gli Stati Uniti. Proprio in riferimento a questo ultimo punto ricordiamo le parole del presidente Obama che , rispettoso nei confronti della scelta della Gran Bretagna , ha espresso la sua stima verso l'Unione Europea , da sempre pronta a promuovere crescita economica e stabilità . Concluse le prime spiegazioni , resta ora da capire cosa succederà sia ai viaggiatori (da e per la Gran Bretagna ) sia a chi è davvero intenzionato a voler   intraprendere la propria carriera lavorativa nel paese uscente. Per quanto riguarda il primo punto non dovrebbero essere applicati particolari visti (anche se ancora è tutto da decidere), mentre i lavoratori, secondo indiscrezioni, dovranno trovare la loro occupazione prima di partire.

Brexit: ecco cosa cambia nello specifico

Oltre che sotto l'aspetto politico, la Brexit porterà ripercussioni sia nell'abito economico sia in quello generale del mercato. Parlando del lato economico possiamo dire che, secondo indicazioni, una grossa fetta di investimenti in Gran Bretagna verrà quasi sicuramente bloccata e che quindi la banca centrale avrà come obiettivo quello di riuscire a mantenere equilibrata la situazione, contrastando eventuali distorsioni finanziarie. Passando all'impatto all'interno del mercato, precedentemente accennato, affermiamo che l'uscita della Gran Bretagna dall'UE, oltre ad aver già causato una serie di innumerevoli crolli azionari ed un forte ribasso della sterlina, potrebbe generare situazioni ambigue anche nei mercati stranieri, come ad esempio quello Italiano.

Un altro dei tanti punti da specificare è sicuramente quello degli investimenti. Mai come in questo periodo difficile, applicare la giusta strategia di negoziazione sarà di vitale importanza, così come lo sarà la decisione di piazzare posizioni più lunghe o più corte sotto l'aspetto temporale. È chiaro che la situazione per il momento resta molto complessa, ma allo stesso tempo è risaputo che anche nelle difficoltà, molto spesso, può insidiarsi l'opportunità vincente.

Sterlina a picco e borse in allarme

Dopo aver definito in maniera generale le caratteristiche principali di questo avvenimento storico passiamo ora ad esporre le preoccupazioni sotto l'aspetto borsistico. Subito dopo la conferma del Brexit le borse di tutto il mondo hanno iniziato a subire degli andamenti oscillatori negativi, portati sicuramente dal caos della decisione presa dalla Gran Bretagna. Parlando dell'Italia possiamo affermare che Piazza Affari è sicuramente stata una tra le borse più influenzate di tutte, capace di chiudere la seduta con una delle percentuali più basse di sempre. Trattandosi anche di questioni monetarie, a pagarne le conseguenze sono state maggiormente le banche (come ad esempio Unicredit e Intesa Sanpaolo) che, oltre ad aver perso alcuni punti a livello azionario, porteranno con se anche timori per i mesi in avvenire.

Oltre che in Italia, lo shock portato dal Brexit ha influito pesantemente sia sui mercati finanziari, come ad esempio Tokyo (con perdite del 7,92%) sia sul settore creditizio, come ad esempio a Parigi o Francoforte. Come si evince da queste informazioni, la situazione non è sicuramente delle più rosee e nemmeno gli analisti più esperti riescono ancora a quantizzare sia i danni imminenti sia le ripercussioni per i prossimi periodi. Mantenendo uno sguardo all'andamento dei titoli principali, non ci resta che vedere come evolverà il tutto e intraprendere strategie di investimento per trarre vantaggio dalle situazioni in arrivo.​

CFD come alternativa per ottimizzare i ribassi

All'interno del sistema borsistico, proprio come si evince dalla lettura del suddetto articolo, i periodi di forte rialzo del prezzo delle azioni possono facilmente cambiare direzione, segnando ribassi altalenanti. Per riuscire a trarre vantaggio dal crollo di generici titoli (o di valute monetarie) possiamo benissimo prendere in considerazione un particolare tipo di negoziazione chiamato CFD, o anche contratto per differenza. Oltre a permettere una doppia possibilità di vincita, puntando quindi all' acquisto o alla vendita delle azioni, i contratti per differenza si discostano dai cosiddetti "metodi tradizionali" sia per la loro semplicità d'uso sia per la notevole diminuzione dei tempi burocratici. Altro fattore determinante, all'interno di tale metodo di negoziazione, è la presenza della leva finanziaria che, usata correttamente, permette di poter incrementare la portata della propria apertura rispetto al capitale realmente inserito.

Il Trading online, coerentemente ai risultati ottenuti nel corso di questi ultimi anni, continua a crescere in misura esponenziale e sono sempre di più le persone che decidono di affidarsi alle varie piattaforme di negoziazione per intraprendere questa esperienza entusiasmante. Così come in tutti i settori ricordiamo di prestare molta attenzione ed affidarsi solamente a siti sicuri e verificati al 100%.

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