1. Cos’e’ l’IPC?

4 Cose Fondamentali da sapere sull’Indice Prezzi al Consumo


Domani , venerdi 28 Novembre , l’ISTAT pubblichera’ i dati dei prezzi al consumo annuali e mensili del mese di novembre .

Si è molto parlato nei mesi scorsi di inflazione molto bassa o addirittura negativa (deflazione) che si sta registrando in questo periodi in Italia e in altri stati europei.

Proviamo a capire quindi quale impatto l’Indicatore dei Prezzi al Consumo ha per i mercati e come si puo’ approfittare dei dati Istat sull’inflazione ai fini del trading:

 

1.  Cos’e’ l’IPC?​

L’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) misura i cambiamenti nei prezzi di beni e servizi. Si tratta di uno strumento chiave per misurare in cambiamenti nelle tendenze di acquisto e l’inflazione in Italia. L’IPC è utilizzato dal governo per regolare la politica economica e fiscale e può indicare agli investitori e traders che cosa potrebbe accadere nei mercati finanziari, soprattutto sugli strumenti finanziari e azioni che hanno un rapporto diretto o indiretto con i prezzi al consumo e le abitudini dei consumatori. Conoscendo lo stato dei prezzi al consumo, gli investitori possono prendere opportune decisioni di investimento e proteggere adeguatamente il proprio capitale.

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2. Prezzi al Consumo e Mercati Azionari

2. Prezzi al Consumo e Mercati Azionari

I movimenti dei prezzi di beni e servizi possono direttamente influenzare i titoli a reddito fisso. Se i prezzi sono in aumento, i pagamenti delle obbligazioni a tasso fisso diventano meno attrattivi, riducendo efficacemente i rendimenti obbligazionari.

L'inflazione, inoltre, pone un serio problema per i titolari di rendite fisse e piani pensionistici se non vengono rivalutati in linea con l’inflazione, in quanto erode il valore effettivo dei pagamenti fissi.

La volatilità dei prezzi può incidere anche sul valore delle azioni. Un’inflazione modesta e costante è legata a un'economia in crescita, ma se i prezzi delle risorse utilizzate nella produzione di beni aumentano rapidamente, per i produttori potrebbero verificarsi cali di profitto.

D'altra parte, la deflazione può essere un segnale negativo, indicando un calo della domanda dei consumatori. In questa situazione, i produttori sono costretti a scendere i prezzi per vendere i loro prodotti, ma le risorse e le materie prime utilizzate nella produzione non possono generalmente scendere in maniera proporzionale. 

Anche in questo caso, i margini delle imprese sono spremuti a causa della vischiosità (tendenza a non subire modifiche) dei prezzi per alcuni articoli e l'elasticità dei prezzi per le altre voci.

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3. Lo scenario attuale: la deflazione

3. Lo scenario attuale: la deflazione

Per molti economisti, la deflazione è più grave dell’inflazione, perché la deflazione è più difficile da controllare. Diamo uno sguardo ai diversi effetti della deflazione.

Si potrebbe pensare che le persone sono più felici quando i prezzi dei prodotti e servizi di consumo iniziano a scendere . Tutto diventa più economico , e il denaro che abbiamo sembra durare un po’ di piu’ rispetto al passato . Tuttavia , quando questo effetto si trascina da troppo tempo, i profitti delle imprese cominciano inesorabilmente a declinare .

Le condizioni economiche deflattive (per esempio un eccesso di offerta) costringono le imprese a vendere i loro prodotti a prezzi sempre piu’ bassi e successivamente a tagliare sui costi di produzione, riducendo i salari dei dipendenti, licenziando i lavoratori o anche dismettendo impianti di produzione.

 

 A questo punto, la disoccupazione aumenta, l'economia non può espandersi e le persone non spendono perché il loro futuro economico sembra incerto.

Si innesca cosi una spirale negativa da cui e’ davvero difficile uscire quando scatena aspettative distorte: quando famiglie e aziende, in previsione di prezzi più bassi, rinunciano cioè agli acquisti di beni non durevoli e di beni capitali, riducendo così la domanda. È questo grande rischio che fa temere la deflazione

Il valore dei titoli azionari inizia a diminuire, perche’ le persone vendono i loro investimenti, che non sono più in grado di offrire buoni rendimenti, e le obbligazioni diventano temporaneamente più attraenti.

Fino a quando il governo non riesce a trovare un modo per aumentare la spesa dei consumatori e delle imprese - di solito abbassando i tassi di interesse per stimolare l'economia - i prezzi dei titoli azionari continuano inesorabilmente a scendere.

Ora che sappiamo quali sono gli effetti della deflazione, possiamo comprendere il motivo per cui è considerata a volte peggiore dell’inflazione: in tempi di inflazione, i governi contengono la spesa e incoraggiano il risparmio, aumentando i tassi di interesse. Ma i governi devono intervenire in direzione opposta durante la deflazione, per incoraggiare la spesa.

Mentre in teoria non c’e’ un limite su quanto i tassi di interesse nominali possono essere alzati, i governi non possono abbassare i tassi a un livello negativo, sotto lo zero. Le banche centrali in zone colpite dalla deflazione hanno uno spazio di manovra molto limitato.

Questo spiega la forte preoccupazione delle autorita’ italiane ed europee riguardo all’inflazione degli ultimi mesi:

  1 Inflazione In Italia, dati ISTAT

«La situazione dell'inflazione nell'Eurozona è diventata sempre più difficile». Lo ha ditto di recente il presidente della Bce, Mario Draghi, a un Congresso a Francoforte.

Secondo Draghi, la situazione della bassa inflazione (al limite della deflazione) nell'area euro si sta facendo sempre più "impegnativa" e la Bce "deve stare molto attenta a evitare che inizi a propagarsi nell'economia, in modi che peggiorino le prospettive di crescita economica e di inflazione".

Con le misure che ha messo in campo la Bce "segnala che farà ricorso a tutti gli strumenti che ha a disposizione, nell'ambito del suo mandato, per ricondurre 

l'inflazione ai valori obiettivi senza ritardi ingiustificati". "E' essenziale - ha insistito Draghi - riportare l'inflazione ai livelli obiettivo senza indugi".

Ecco come hanno reagito i mercati non appena gli analisti hanno sentito le dichiarazioni di Draghi sull’impegno assoluto della Bce nel combattere la spirale deflazionistica:

Questo ci porta a riflettere su come potranno reagire i mercati venerdi al momento dell’annuncio dei dati Istat sui Prezzi al Consumo (e a trarne profitto con il trading).

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4. Cosa fare quando il dato sull’inflazione (IPC) viene pubblicato?

4. ​Cosa fare quando il dato sull’inflazione (IPC) viene pubblicato?

Il nostro Calendario Economico indica cosa gli analisti si aspettano di sentire dall’Istat in tema di Indice di Prezzi al Consumo per il mese di Novembre:

 

Cosa fare con le Azioni: In un contesto di deflazione, un dato piu’ alto del previsto (quindi IPC mensile piu’ alto di 0,3%) fara’ sicuramente alzare gli indici azionari e quindi conviene puntare su posizioni rialziste sui titoli. In caso contrario, lo scenario sara’ sicuramente al ribasso per la maggior parte dei titoli azionari. Le reazioni del governo e della Banca Centrale Europea saranno altrettanto utili per prevedere come si muovera’ il mercato.

In ogni caso si puo’ comunque approfittare della volatilita’ dei mercati puntando sull’acquisto di CFD (Contratti per Differenze), che permettono di aprire sia posizioni Short sia posizioni Long ovvero speculare sul ribasso oppure sul rialzo del prezzo del bene sottostante (che puo’ essere un titolo azionario, ma non solo: ci sono anche CFD su materie prime, fondi, obbligazioni…).  
     
                Trading CFD

I CFD consentono inoltre di sfruttare pienamente di tutti gli effetti della leva finanziaria, e quindi per aprire una qualsiasi posizione non occorrono ingenti capitali ma è soltanto necessario depositare un margine che varia in funzione della volatilità e della tipologia di strumento scambiato e che generalmente è compreso tra lo 0,3% ed il 30%. 

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Cosa fare con il Forex : Un dato più elevato del previsto deve essere interpretato come un segnale positivo/rialzista per l'euro (EUR), mentre un dato inferiore al previsto deve essere interpretato come un segnale negativo/ribassista per l'EUR.

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