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Volatilità a sprazzi

Giovedì, 12 Febbraio, 2015

Al quarto giorno di contrattazioni di questa settimana ci ritroviamo in questa sede a sviscerare ragionamenti sui mercati finanziari che poco differiscono da quanto analizzato e quindi visto finora. Ancora poco o nulla dunque è cambiato sul fronte valutario, con il dollaro americano che si dimostra ancora la major più forte in assoluto come dimostra la price action del FXCM Dow Jones Dollar Index che, dopo aver tecnicamente confermato l’appoggio sul supporto a 11.830 punti, è poi risalito verso nuovi massimi assoluti a 11.885 punti e svilendo quindi ogni velleità ribassista pur vagamente suggerita da potenziali sviluppi di pattern di divergenze ribassiste tra prezzo ed oscillatore stocastico. I maggiori impulsi in tal senso sono provenuti dal cambio AudUsd che si è mosso con grande precisione tecnica al cedimento del supporto a 0,7750 per andare a toccare proprio questa notte i minimi di periodo a 0,7650, e l’UsdJpy ha macinato pips al rialzo portandosi a breve distanza dalle importantissime resistenze a 120,75. Un movimento di oltre 350 pips al rialzo dall’uscita dei dati dello scorso venerdì sul lavoro negli Stati Uniti. Continua a mostrarsi invece laterale l’EurUsd, seppur con timide inclinazioni ribassiste, mentre permane interdittorio il quadro tecnico del cable che, dopo dei buoni tentativi di salita, è stato poi anch’esso ben venduto con l’idea che il più ampio quadro ribassista possa tornare ad avere la meglio. In al senso questa mattina si rivelerà di grande importanza in quanto verrà pubblicato il rapporto della Bank of England sull’Inflazione al quale seguiterà il discorso del Governatore Mark Carney. Difficile cercare di prevedere quanto potrà provenire da Londra; la BoE potrebbe lanciare messaggi velatamene hawkish, evidenziando il percorso di debolezza dell’inflazione di breve termine tuttavia paventando il raggiungimento del target del 2% anche precedenti a quanto invece dichiarato delle proiezioni dello scorso Novembre, confidando in particolare su una crescita che verrà evidenziata come discreta ed alla quale dovrà seguire una crescita continua dei salari medi che rappresentano il vero propulsore per una crescita generalizzata del livello dei prezzi finora ancorata al ribasso anche per via del crollo del prezzo del petrolio. Non crediamo tuttavia che la debolezza del pound nei confronti del biglietto verde potrà essere messa in discussione, mentre la forza relativa della sterlina potrà dimostrarsi contro le altre major come dimostrano ottimamente i cross valutari GbpJpy, GbpAud ed EurGbp su tutti. Per il resto non vi sono veri market mover adesso che riescano a guidare l’azione dei prezzi e lo stesso calendario economico ci presenta fino alla fine della settimana, oltra alla Boe, solo le Vendite al Dettaglio degli Stati Uniti proprio di questo pomeriggio. E’ pur vero che restano i nodi della questione greca e delle tensioni internazionali in Ucraina (e Medio Oriente), ma tali eventi li possiamo ascrivere perlopiù alla categoria degli elementi esogeni in grado di fornire volatilità di breve più che topic che possano andare a riflettersi sui prezzi in maniera robusta nel tempo. Ovviamente, escludendo ad ora gli scenari peggiori. E’ del tutto evidente che sviluppi drammatici come l’uscita della Grecia dalla moneta unica piuttosto che l’inizio ufficiale di un’ escalation di guerra andrebbero a inferire colpi fatali ai mercati con ondate di avversione al rischio che andrebbero ad innescarsi in maniera operativamente pericolosa. Ma ribadiamo che in ottica di trading sui mercati sono situazioni di impossibile previsione e ciò deve sollecitare tanto più ad un utilizzo accorto della leva finanziaria, alla ricerca di precisi e rilevanti punti tecnici sui quali lavorare e dunque al privilegiare posizionamenti degli stop loss non troppo ravvicinati pena l’essere spazzati via dal mercato per spike casuali del mercato e non per aver fallito la direzione del prezzo. Monitoriamo infine le Borse che tuttavia stanno mostrando ancora grande tonicità con livelli estremamente elevati toccati anche dai listini americani negli ultimi giorni. Anche in tal caso manteniamo perciò un’impostazione bullish.

Giovedì, 12 Febbraio, 2015
 

 

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