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Questa settimana banche centrali al rallentatore

Martedì, 02 Agosto, 2016


La BNS continuerà a intervenire sul forex

Di Yann Quelenn

Non è un segreto: la BNS sta intervenendo per proteggere il franco. Al momento il CHF scambia sopra 1,08 contro la moneta unica e sull’EUR/CHF persistono pressioni al ribasso, con la banca centrale impegnata nella lotta per mantenere la coppia sopra la soglia a 1,07/1,08.

Stamattina sono stati diffusi i dati sui depositi a vista totali e interni; essi mostrano un aumento marginale nella settimana conclusasi il 22 luglio. Ciò nonostante, l’intervento probabilmente continuerà, anche se in misura minore, man mano che i mercati sposteranno l’attenzione dalle incertezze dell’UE alla riunione del FOMC di mercoledì e alla probabilità di un rialzo del tasso della Fed a settembre, che sta salendo verso il 25%.

Alla riunione del 15 settembre, la BNS non dovrebbe annunciare modifiche, perché probabilmente preferirà giocare a carte coperte e mantenere un elemento di sorpresa. Per il momento, la banca si concentra sulla difesa del franco, compito che sta diventando sempre più difficile, con le passività del bilancio della BNS in forte aumento. La scorsa settimana le esportazioni svizzere hanno sofferto, a giugno sono calate del -3,3%. La bilancia commerciale è ancora positiva, perché anche le importazioni legate al manifatturiero sono calate. Nel complesso, tuttavia, l’economia sta rallentando e quindi la BNS continuerà a restare sotto pressione.

Banche centrali al rallentatore

Di Peter Rosenstreich

I mercati operano su volumi molto ridotti, gli investitori esausti si preparano, infatti, alle ferie. Alla chiusura di Wall Street di giovedì (nuovo massimo dell’S&P 500) si sono registrati volumi di contrattazioni bassi, tipici della stagione, che suggeriscono che le convinzioni direzionali sono deboli. Anche le banche centrali sembrano ridurre la retorica sui loro interventi di politica monetaria. Questo rallentamento delle attività è dovuto potenzialmente alle strategie di politica già tirate al limite, che concedono un po’ di tempo per definire lo status dei dati economici globali sull’onda della Brexit. Le riunioni di politica monetaria della BoE e della BCE della scorsa settimana hanno fatto emergere questo approccio attendista. Le due economie iniziano a mostrare i sintomi degli effetti collaterali da Brexit, anche se le banche non sono ancora disposte ad allentare la politica (i deboli PMI di Markit nel Regno Unito sono in linea con una recessione). Questa settimana sentiremo cos’hanno da dire la BoJ e il FOMC. Quest’ultimo non vorrà causare problemi, fornendo indicazioni su un rialzo del tasso a settembre. Sebbene i solidi dati economici, le condizioni finanziarie e i rischi al ribasso abbiano fatto salire le attese di un restringimento sul mercato, ci aspettiamo che i membri aspettino prima di impegnarsi a un intervento. Tuttavia, un timido riconoscimento del miglioramento dell’attività dovrebbe rendere più stabile l’USD.

Lunedì, 25 Luglio, 2016
 

 

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