L’EUR/GBP è rimbalzato da 0,82307, minimo del canale di trend ribassista fatto registrare ieri durante la conferenza stampa di Draghi.

Come ampiamente previsto, la BCE e la BoE hanno mantenuto lo status quo durante le loro riunioni di politica monetaria di gennaio. Il presidente della BCE Draghi è apparso “più fermo” sulla forward guidance, fornendo come ragione il peggioramento delle prospettive d’inflazione nell’Eurozona. L’EUR/USD è sceso a 1,3549, per poi riprendersi completamente a New York e durante tutta la seduta asiatica. Il supporto chiave rimane a 1,3524 (61,8% di Fibonacci sul rally di novembre e dicembre). Il dato NFP, che uscirà nelle prossime ore negli USA, sarà importante. Un rilevamento positivo dovrebbe far aumentare le pressioni al ribasso sull’EUR.

Ieri la coppia GBP/USD ha ampliato i guadagni fino a 1,6497 a New York. Prevediamo che il cable continuerà a riprendersi sopra il livello di supporto a 1,6420/26 (23,6% di Fibonacci sul rally in atto da novembre a gennaio) e sfiderà il massimo dell’anno a 1,6603. L’EUR/GBP è rimbalzato da 0,82307, minimo del canale di trend ribassista fatto registrare ieri durante la conferenza stampa di Draghi. Le pressioni a vendere insisteranno in caso di chiusura inferiore a 0,8300.

In Cina, a dicembre il surplus commerciale è calato da 33,80 mld di USD a 25,64 mld di USD. Nello stesso mese, le esportazioni cinesi sono scivolate dal 12,7% al 4,3% e le importazioni sono aumentate dal 5,3% all’8,3%. I deboli dati cinesi hanno frenato i tori dell’AUD nella notte. La ripresa dell’AUD/USD è stata arginata da 0,8911. Dal punto di vista tecnico, dal primo gennaio la coppia passa di mano nella zona di consolidamento rialzista e gli indicatori di trend e momentum puntano a un’altra correzione rialzista nel breve termine. Sui mercati delle opzioni, s’intravedono offerte di AUD/USD a 0,8900/10, sopra 0,8950 si stanno formando leggeri stop. Tuttavia, il quadro generale suggerisce un dollaro australiano più debole e il primo livello tecnico chiave si colloca a 0,8821, minimo del 2013.

I cross con lo JPY hanno continuato a trovare buone richieste a Tokio e parallelamente le azioni del Nikkei recuperavano parzialmente le perdite (+0,20%). L’USD/JPY si è portato a 105,00, ma poi non è riuscito a salire oltre. Barriere consistenti legate alle opzioni in scadenza oggi s’intravedono a 105,00/106,00. La media mobile a 21 giorni (al momento a 104,43) rimane il supporto chiave (da novembre), sotto questo livello si stanno formando gli stop. Nel pomeriggio il dato NFP sarà importante. In caso di un rilevamento superiore alle 200.000 unità, prevediamo un aumento delle pressioni al rialzo per il dollaro nella coppia USD/JPY.

Il dato chiave di oggi è costituito dalle buste paga non agricole di dicembre. Il mercato prevede 179.000 nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo, rispetto alle 203K di un mese fa. Ricordiamo che le cifre degli ultimi due mesi hanno fatto segnare dati NFP sorprendentemente positivi. Se questo trend continuasse, le prospettive di una Fed falco dovrebbero far risalire i rendimenti dei decennali del Tesoro USA sopra il 3,00%.

In Svizzera, il tasso di disoccupazione è salito al 3,5%, rispetto al 3,2% di un mese fa. I mercati non hanno reagito granché ai dati sul lavoro. Il trend dell’USD/CHD è rialzista e la resistenza chiave si trova a 0,9125 (resistenza settimanale). Se infranta, la coppia punterà a 0,9197 (38,2% di Fibonacci sul calo in atto da maggio a dicembre 2013).

Oggi l’attenzione sarà puntata soprattutto sui dati occupazionali negli USA; come detto sopra, le cifre NFP e il tasso di disoccupazione di dicembre sono importanti. Il calendario economico è fitto di appuntamenti. Di seguito alcuni dati su cui si concentreranno gli operatori: tasso di disoccupazione di dicembre in Svizzera; produzione industriale m/m e a in Francia, Spagna, Regno Unito e Norvegia; IPC m/m e a di dicembre in Svizzera e Norvegia; tasso di disoccupazione e di partecipazione di dicembre in Canada; buste paga settori non-agricolo, privato e manifatturiero di dicembre, vendite all’ingrosso e scorte m/m di dicembre negli Stati Uniti.

Venerdì, 10 Gennaio, 2014
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