Giornata di passione quella vissuta ieri a Piazza Affari visto che sul paniere principale delle blue chips nessun titolo ha chiuso con il segno positivo. A fine giornata l’indice Ftse Mib ha perso il 2,10%, un tonfo che ha colpito solo il nostro mercato, visto che il Dax30 tedesco ha chiuso con il segno positivo (+0,22%), mentre il Cac40 francese ha limitato i danni perdendo solo lo 0,06%. Hanno limitato i danni perdendo meno di un punto percentuale Tenaris (-0,35%), Parmalat (-0,65%), Terna (-0,66%) e  Luxottica (-0,81%). Tra i titoli peggiori invece Mediaset (-6,25%), G-Tech (-4,69%), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (-4,58%), Banco Popolare (-4,23%), Finmeccanica (-3,94%), Ubi Banca (-3,79%) e Unicredit (-3,50%).

Cosa muove il Ftse Mib

A tenere banco ancora la possibile caduta del Governo Letta. Solo il “rischio sfiducia” ha generato negli investitori la corsa alle vendite, quindi non osiamo immaginare cosa avverrà nel caso Enrico Letta fosse costretto a rassegnare le dimissioni. Anzi no, proviamo proprio ad immaginare le possibili conseguenze a Piazza Affari. Innanzi tutto il titolo Mediaset che con il Governo Letta ha racimolato ben l’80% di guadagno finirebbe per diventare tra i principali titoli a trascinare in basso il nostro indice insieme ai titoli bancari (che sarebbero affossati dal nuovo rally dello spread tra Btp e Bund, che è già tornato in area 250 solo con le minacce di una possibile fine anticipata della legislatura). A questo punto la domanda sorge spontanea: ma a Berlusconi la crisi di Governo conviene? Sicuramente no dal punto di vista economico visto che è tra i principali azionisti di Mediaset, Mediolanum e Mondadori. Anche dal punto di vista giudiziario le cose per lui non andrebbero meglio sia perché oramai la condanna è definitiva, ma soprattutto perché anticipare la fine della Legislatura vorrebbe dire rinunciare a sedersi in Parlamento in quanto ineleggibile visto che è condannato a 4 anni di reclusione con sentenza passata in giudicato. Una volta perso lo status di Senatore i rischi di un possibile arresto cautelare per pericolo di fuga potrebbero salire vertiginosamente. Inoltre una possibile caduta di Letta potrebbe spingere Giorgio Napolitano a rassegnare le dimissioni ed in presenza di un nuovo Presidente a lui ostile non potrebbe mai ottenere la grazia, ipotesi tuttora non esclusa al 100% (resta comunque difficile visti i numerosi carichi pendenti). Nonostante tutto riteniamo molto alte le possibilità di una brusca fine della legislatura, dato che le condizioni imposte dal Pdl ci sembrano francamente inaccettabili da parte del Pd e pertanto tutto sembra portare verso un inevitabile crisi di Governo che non conviene a nessuno, soprattutto agli italiani.

Analisi tecnica 

Ieri il derivato sull’indice italiano ha aperto a 17300 e dopo un massimo a 17330 è arrivato fino a 16905 per poi chiudere a 16968. Il supporto di rilievo è posto in area 16800 la cui violazione porterebbe il derivato prima in area 16600 e poi in area 16200 la cui rottura al ribasso invertirebbe il trend di medio periodo. La resistenza di rilievo è posta a 17040/17230 che una volta infranta manderebbe il derivato in area 17550/17630 in prima battuta e poi in area 17830.

Suggerimenti operativi 

Con il derivato sull’indice siamo al ribasso da area 17180. Raccomandiamo di abbassare lo stop loss in area 17230 e di lasciare il target price in area 16600. Sui singoli titoli raccomandiamo di vendere Mediaset sotto 3,10 con target price in area 3 e stop loss sopra 3,15. Al momento non consigliamo di aprire posizioni rialziste fin quando non sarà totalmente scongiurato il rischio di sfiducia all’esecutivo guidato da Enrico Letta.

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Martedì, 27 Agosto, 2013