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Mercati dopati da FED e ECB e BoJ non demordono

Lunedì, 23 Marzo, 2015

Abbiamo avuto un ampio effetto Yellen in un mercato che prosegue sulle aspettattive, senza grande riguardo ai fondamentali. Ampia VOLATILITà, fase correttiva di consolidamento dopo gli ampi “swings” in un mercato tutto posizionato dalla stessa parte, e quindi vulnerabile. I DATI USA restano sotto le aspettative, deludendo anche la FED, e quindi hanno fatto tagliare le previsioni di crescita, con aumento del rischio di DEFLAZIONE, o comunque di pressione inflazione, alimentata dal rialzo DOLL del 25pc sulle valute primarie, calo ENERGIA ampio. Tutto questo porta un grande dilemma alla FED. Ad ogni rinvio delle aspettative di rialzo dei TASSI, il DOLL perde terreno, e abbiamo nuova linfa per le BORSE. Sull’EU pesa il fattore GRECIA, che langue per mancanza di liquidità, e a rischio maggiore di default, con le tensioni sempre ai massimi. Anche se la strada percorribile è una sola, quella di una soluzione, anche se costosa, meno cara che il distacco totale. Con l’accordo in vista, un fattore ulteriore a favore dell’EURO. Sull’EU ci sono pure i DATI-EU positivi, o meglio, migliori delle aspettative di mercato. E dal rapporto mensile ECB, sottolinea il miglioramento delle condizioni di ripresa economica, delle riforme strutturali, della sistemazione dei conti. Quindi gli occhi del mercato sono passati dallo YEN, alle prese con le misure straordinarie della BoJ, all’EURO con la ECB e il suo QE, al DOLL con la FED a decidere cosa fare, o meglio, quando agire sui TASSI. E i perdenti in queste fasi di incertezze e di ampia VOLATILITà, di GUERRA sui CAMBI, sono le valute EMERGENTI. Come UKR, VEN, BRAS, e anche YUAN Cina, come molti altri. Il CAMBIO di fatto è diventato da aggregato di POLITICA MONETARIA, a sostituto di politica BUDGET. Prima tutti a tagliare TASSI ed allentare, come hanno fatto già le 25nazioni principali, e ancora in procinto di farlo. Poi tutti a SVALUTARE il proprio cambio, tramite interventi diretti, o verbali, di COMMENTI, come successo su AUD, NZD, e altri. SEK lotta per mantenimento parità. Il calo continuo marcato di COMMODITY, e del PETROLIO, ha pure modificato gli scenari degli ultimi trimestri, entro i paesi consumatori, a lottare contro la DEFLAZIONE, e quelli produttori, a lottare contro il crollo delle entrate e il rialzo marcato elevato del DEBITO. Effetti che vediamo dal calo marcato delle importazioni, legate al minor valore-costo energia. Al calo delle esportazioni, dalla bassa congiuntura, calo consumi, con un aumento continuo degli stoccaggi, non solo di PETROLIO, ma pure di GRANO, SOIA, e altri. Ora i TASSI sono quasi a zero, e i BONDS hanno raggiunto il loro picco. Gli INDICI sono al loro massimo con vari record, da aumento dividendi, fusioni e acquisizioni, buybacks ampi vari, effettuato sulla elevata liquidità presente nei portafogli dei fondi, sulla spinta delle aspettative future, in una accresciuta necessità di trovare RENDIMENTO, anche a scapito del RISCHIO. E con un aumento di oltre il 25pc del DOLL INDEX, anche il suo forte livello porta “disturbo” agli USA, al suo export, al maggiore costo finanziamento del DEBITO che continua imperterrito nel suo rialzo, e sempre alla ricerca di stabilire un tetto massimo e di taglio spese. E una RIPRESA fragile, lenta e debole, sotto aspettative in USA, assente ancora in GIAPP, e ancora tutta da vedere in EU, con LATAM, EST-EU, ASIA che languono nei debiti, disoccupazione, disordini sociali, manifestazioni. Le BANCHE centrali possono solo mettere in condizione di, ma non di modificare il trend o di creare crescita, ripresa. E i GOVERNI dovrebbero effettuare tutto quanto a disposizione per sistemare i conti pubblici, portare le riforme strutturali, sociali e del mercato lavoro. Ma sono sempre tutti in campagna elettorale, quindi inefficienti. E nella necessità di continue ulteriori entrate, per mantenere le promesse, si prosegue nelle TASSE, con aumento della pressione fiscale, oneri trasporto, mercati finanziari, salute, costi fissi, oneri sociali Risultato: riduzione del reddito DISPONIBILE, del potenziale di spesa, consumo, e quindi contro le prospettive di crescita. Molto ancora da vedere quindi nei mercati finanziari nei prossimi trimestri.

Lunedì, 23 Marzo, 2015
 

 

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