La settimana si apre con una nota positiva per EUR e GBP e con mutamenti nei livelli tecnici su cui vale la pena soffermarsi.

La settimana è iniziata con le notizie favorevoli dalla Cina e i mercati finanziari si muovono in territorio positivo sull’onda della diffusa propensione al rischio. L’USD ha ampliato la debolezza contro la maggior parte delle valute del G10 e dei mercati emergenti. Stamattina l’EUR/USD è passato di mano a 1,3518 e il cable ha toccato quota 1,6149 per la prima volta dal 28 ottobre. In Australia, l’AUD ha continuato ad apprezzarsi nonostante l’imminenza dei verbali della RBA (attesi per domani) e del discorso del governatore Stevens (in calendario giovedì). In assenza di eventi e dati importanti, prevediamo che oggi i mercati valutari rimarranno all’interno di fasce. Di seguito qualche riflessione di natura tecnica per quest’avvio di settimana.

Questa settimana per EUR e GBP

La settimana si apre con una nota positiva per EUR e GBP e con mutamenti nei livelli tecnici su cui vale la pena soffermarsi. L’EUR/USD ha liquidato la resistenza chiave a 1,3500 dopo che, a settembre, il surplus nelle partite correnti non destagionalizzate ha fatto registrare un incremento da 12,0 a 14,0 mld EUR. A livello tecnico, l’EUR/USD si sta rafforzando in una fase di correzione rialzista. Poiché non sono in calendario dati economici di peso (giovedì usciranno le stime sugli indici PMI), prevediamo una correzione più marcata in caso di chiusura sopra 1,3550 (61,8% di Fibonacci sulla ripresa di settembre e ottobre). Per quanto riguarda l’EUR/JPY, manteniamo la nostra prima resistenza a 135,51 e riteniamo che il consolidamento dei guadagni sopra 135,00 possa spianare la strada a nuovi massimi. Gli ordini d’acquisto legati alle opzioni sopra 135,00 sono stati posticipati alla fine della settimana. Un mancato consolidamento dovrebbe generare una correzione ribassista verso la media mobile a 21 giorni (133,94).

Il cable ha iniziato la settimana con il turbo, compiendo un rally iniziale fino 1,6149, cui è seguita una rapida flessione dovuta alle prese di profitto. Stando agli indicatori di trend e momentum a breve termine, una chiusura sopra 1,6158 innescherebbe un’altra correzione al rialzo. Mercoledì la BoE pubblicherà i verbali della riunione; le prospettive di un’impostazione aggressiva dovrebbero continuare a sostenere i tori della GBP, dopo che Carney, durante il suo intervento del 13 novembre, ha detto che ci potrebbe essere un aumento dei tassi prima di quanto inizialmente previsto. La prima serie di richieste legate alle opzioni si trova sopra la media mobile a 21 giorni (1,6075).

Per quanto concerne l’EUR/GBP, continuiamo a mantenere la nostra impostazione ribassista all’interno del canale di trend ribassista in atto da luglio a novembre (oggi il massimo è a 0,8532) e collochiamo il prossimo obiettivo a 0,8300 (base della fascia). Per i prossimi giorni, le barriere legate alle opzioni sono sotto 0,8400/10, mentre s’intravedono stop sopra 0,8450 (media mobile a 21 giorni).

La propensione al rischio solleva l’AUD

L’AUD ha guadagnato contro tutte le altre valute del G10, fatta eccezione per l’NZD, e la propensione al rischio è migliorata significativamente in scia alla Fed accomodante e alla Cina rivoluzionaria. La Cina ha promesso di introdurre il più grande programma di riforme economiche dagli anni Novanta. Le nuove misure includono importanti riforme strutturali, fra cui le più citate sono l’attenuamento della politica del figlio unico, maggiori investimenti privati nelle industrie controllate dallo stato e un aumento dei diritti di proprietà per gli agricoltori.

L’AUD/USD ha liquidato la resistenza a 0,9400 ed è salito a 0,9418 all’apertura dei mercati in Europa. Nei prossimi giorni, i verbali della RBA (attesi per domani) e l’intervento del governatore della RBA Stevens (in programma giovedì) dovrebbero mostrare toni accomodanti, e quindi limitare il rialzo delle coppie la cui valuta base è l’AUD. Ciò nonostante, il miglioramento della propensione al rischio globale dovrebbe fungere da contrappeso agli orsi dell’AUD. A livello tecnico, l’indicatore MACD a 12-26 giorni sta scendendo e ciò significa che gli orsi dell’AUD si trovano in fase di correzione dalla mancata rottura della media mobile a 100 giorni (oggi a 0,9273) della scorsa settimana. La coppia consolida i guadagni sopra la base della nuvola giornaliera (0,9384); sopra 0,9400 si stanno formando gli ordini d’acquisto legati alle opzioni, i toni da colomba della RBA sono per lo più già scontati dal mercato. In caso di eventuali sorprese accomodanti impreviste, il supporto chiave si trova a 0,9272 (media mobile a 100 giorni).

Martedì, 19 Novembre, 2013
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