Nel pomeriggio si prevede che le vendite al dettaglio negli USA innescheranno un po’ di movimento sul prezzo.

A dicembre, la Bank of England ha centrato l’obiettivo del 2,0% per l’inflazione. Il calo dell’IPC ha pesato brevemente sul cable, ma gli operatori continuano a rincorrere opportunità di acquisto sui minimi e la coppia GBP/USD si difende sopra la banda inferiore del trend rialzista. In Turchia, l’aumento del deficit delle partite correnti registrato a novembre ha fatto salire l’EUR/TRY sopra 3,0000 e l’USD/TRY sopra 2,1900. Nel frattempo in Canada, il dollaro canadese (loonie) consolida le perdite contro l’USD.

Nel pomeriggio si prevede che le vendite al dettaglio negli USA innescheranno un po’ di movimento sul prezzo. Le previsioni del mercato sono inclinate al ribasso; se soddisfatte, dovrebbe intensificarsi la pressione a vendere sull’USD.

La BoE centra l’obiettivo d’inflazione

A dicembre, per la prima volta dal 2009, la BoE ha centrato l’obiettivo del 2,0% per l’inflazione; il calo dei prezzi dei generi alimentari ha compensato le pressioni al rialzo nei costi dell’elettricità e dell’energia, stando al rapporto riferito a dicembre pubblicato stamattina dall’Ufficio nazionale di Statistica. Il calo dell’inflazione è chiaramente una buona notizia per il governatore Carney, che ora ha un margine di manovra più ampio per continuare a portare avanti la forward guidance, con il caveat dell’inflazione, per contribuire a dare slancio alla ripresa.

La coppia GBP/USD è scesa da 1,6448, la reazione al ribasso è stata piuttosto contenuta. Oggi scadono opzioni standard a 1,6400 (ulteriori ordini d’acquisto seguono a 1,6380). Gli operatori inseguono opportunità di acquisto sui minimi sopra il minimo del canale di trend rialzista (1,6375); sotto questo livello si stanno formando degli stop.

Il loonie consolida le perdite

Il dollaro canadese, colpito in precedenza dall’inaspettato deficit commerciale di novembre (il dato di venerdì si attesta a -0,94 mld di CAD), al momento fa fatica a pareggiare le perdite prima della resistenza psicologica a 1,100 contro l’USD, valuta del suo principale partner commerciale. Gli indicatori di trend e momentum sono nettamente rialzisti e ciò suggerisce un ulteriore rialzo dell’USD/CAD, anche se si rende necessaria una correzione delle condizioni d’ipercomprato (RSI al 70%). L’attuale ripresa correttiva è del tutto salutare, considerando il quadro tecnico negativo del CAD. Un ritracciamento di Fibonacci su una cornice più ampia fa risaltare la coincidenza fra il 38,3% del livello di Fibonacci (1,0804) sul calo in atto dal 2009 al 2011 e il rally di stop registrato sopra. Collochiamo su questo livello il nostro prossimo supporto chiave e prevediamo un ulteriore calo del CAD. Detto questo, il presunto trend al rialzo è chiaramente conseguente alla divergenza fra le politiche future di Fed e BoC. Le ultime cifre NFP potrebbero aver rinvigorito le colombe della Fed, e ciò potrebbe ritardare il rialzo dell’USD/CAD nel breve termine.

TRY colpita dal deficit delle partite correnti

Sebbene il deficit delle partite correnti turche di novembre sia cresciuto più lentamente di quanto previsto dal mercato, l’USD/TRY ha compiuto un rally fino a 2,1964 dopo la pubblicazione del dato. C’è da sorprendersi? Se pensiamo che le previsioni sono state raccolte per lo più durante la settimana scorsa, pare che siano state influenzate da tutto ciò che è successo dopo il 17 dicembre (scandalo sulla corruzione, instabilità politica). Prevediamo un ulteriore deterioramento nel rilevamento di dicembre, per effetto dell’aumento dei prezzi energetici durante lo stesso mese.

A questo punto, riconosciamo la difficoltà della BCT nel rispettare il mandato della stabilità della TRY in una fase in cui il subbuglio politico, gli scandali legati alla corruzione e i punti interrogativi sull’indipendenza della magistratura danneggiano gravemente il sentiment degli investitori locali e stranieri nei confronti della Turchia. Come enfatizzato dai funzionari, la debolezza della TRY non è dannosa per la Turchia (anzi, una lira turca più debole dovrebbe alimentare le esportazioni e far ridurre il deficit delle partite correnti). Tuttavia, ciò che non ci piace è il potenziale rischio al ribasso della TRY. Gli sforzi della BCT per ridurre la volatilità della TRY non hanno funzionato. La coppia EUR/TRY è di nuovo al massimo storico pari a 3,000 e l’USD/TRY sta testando pericolosamente la resistenza a 2,2000.

Le opportunità di copertura dei corti e i riacquisti di reazione di breve termine riusciranno indubbiamente a far muovere i mercati di un paio di figure nel breve periodo (vista l’elevata volatilità, questo non è più un grosso problema), ma i fondamentali sono chiaramente a sfavore di una forza sostenibile della TRY. L’aumento del deficit delle partite correnti, le crescenti tensioni politiche in vista delle elezioni di marzo e gli scandali irrisolti legati alla corruzione e al ruolo della magistratura continueranno probabilmente a esercitare pressioni al ribasso sulla TRY.

Martedì, 14 Gennaio, 2014