L’euro ha iniziato la settimana all’insegna di buone richieste sopra la media mobile a 21 giorni (a 1,3643 mentre scriviamo).

La settimana è iniziata con l’aumento del deficit commerciale in Giappone, discrete vendite sull’azionario giapponese e asiatico e, finora, un andamento negativo delle borse europee. I cross con lo yen si sono rafforzati in modo generalizzato in scia alle preoccupazioni sulla ripresa economica, alla perdita di competitività delle imprese giapponesi e alle prospettive di un rallentamento della ripresa dell’IPC. Il cable sta recuperando le perdite di venerdì innescate dai commenti di Carney, mentre l’EUR oggi tende al rialzo, grazie al momentum post-PMI che sta spingendo i livelli ai massimi da tre settimane. In Turchia continuano le vendite aggressive di TRY. L’USD/TRY ha toccato un nuovo massimo storico pari a 2,3900 e l’EUR/TRY è salito al livello record pari a 3,2726. La Banca Centrale di Turchia (BCT) ha fissato per domani una riunione straordinaria e annuncerà la sua decisione in materia di politica monetaria entro la mezzanotte.

L’euro si rafforza

L’euro ha iniziato la settimana all’insegna di buone richieste sopra la media mobile a 21 giorni (a 1,3643 mentre scriviamo). L’inversione di tendenza della scorsa settimana è stata generata dai PMI positivi di giovedì e le cifre favorevoli sono bastate a spingere nuovamente l’EUR/USD nel più ampio trend rialzista. A livello tecnico, il MACD è entrato in territorio positivo e ciò fa pensare a un’estensione dei guadagni nel breve periodo. La nostra inclinazione diventerà positiva in caso di chiusura giornaliera superiore a 1,3580; 1,3590 (media mobile a 100 giorni) e 1,3595 (50,0% di Fibonacci sul rally di novembre e dicembre) sono supporti chiave sopra la nostra soglia tattica. Sopra 1,3700/25/50 si susseguono ordini d’acquisto legati alle opzioni in scadenza oggi.

Mentre il cable cancellava i guadagni dal nuovo massimo dell’anno a 1,6668 (dopo che Carney ha detto che una tale forza della GBP è dannosa per le esportazioni), l’EUR/GBP ha compiuto un rally nella banda compresa fra 0,82800 e 0,83100. Dal punto di vista tecnico, l’EUR/GBP consolida i guadagni intorno a 0,82550/0,82850 (50% di Fibonacci fra luglio 2012 e febbraio 2013); gli indicatori di trend e momentum sono diventati marginalmente rialzisti e continueranno a puntare verso l’alto in caso di chiusura giornaliera superiore a 0,82650 (stando all’analisi del MACD a 12-26 giorni).

Il Regno Unito pubblica le cifre sul PIL

Domani il Regno Unito pubblicherà il rapporto preliminare sul PIL del quarto trimestre, le attese sono ottimiste. I mercati prevedono che la crescita del PIL a si attesterà al 2,8%, a fronte dell’1,9% precedente. Inoltre, ricordiamo che a dicembre la BoE ha raggiunto l’obiettivo dell’inflazione al 2,0% e che, inaspettatamente, a novembre è stata raggiunta la soglia del 7% per la disoccupazione. A dispetto degli sforzi di Carney volti a calmare le pressioni al rialzo sul complesso GBP, secondo noi nel medio-lungo periodo prevarranno i tori della GBP.

Il deficit commerciale giapponese pesa sui cross con lo JPY

Il Giappone ha aperto la settimana in rosso, dopo che il deficit commerciale di dicembre è salito a 1.302,1 miliardi di yen. Le azioni del Nikkei hanno fatto peggio degli altri listini asiatici, perdendo in questo lunedì il 2,51%; i cross con lo JPY si sono indeboliti a Tokio.

Mentre gli orsi dello JPY perdono slancio, l’attenzione del mercato si sposta lentamente sull’aumento dell’imposta sulle vendite che entrerà in vigore ad aprile 2014. L’aumento dell’imposta sulle vendite dal 5% all’8% avrà un impatto sulla ripresa del momentum dell’IPC? Si tratta di una mossa corretta, considerando che il Giappone ha fatto fatica a combattere la deflazione per più di un decennio e che la ripresa potrebbe non essere così solida? Se il governo introduce tasse sulle aziende più basse per contrastare gli impatti negativi dell’imposta sulle vendite sul miglioramento dell’IPC (come proposto dal primo ministro Abe), che senso ha far pagare i consumatori, se l’obiettivo è far sì che i prezzi al consumo salgano fino a raggiungere l’obiettivo del 2%? Infine, alcuni membri della BoJ hanno detto che il deterioramento del deficit commerciale potrebbe essere dovuto allo spostamento oltreoceano delle attività delle aziende e al declino della competitività, nonostante il calo dello JPY. Si susseguono i lanci d’agenzia e sui mercati valutari traspaiono le preoccupazioni.

Questo lunedì, appena Tokio ha aperto, l’USD/JPY è sceso a 101,77 ed è rimasto frenato dalle offerte prima di 103,00. A livello tecnico, il trend ribassista ha acquisto slancio e ciò suggerisce un’estensione delle perdite verso la media mobile a 100 giorni (al momento a 100,96). Barriere legate alle opzioni in scadenza oggi s’intravedono a 103,00, mentre sotto 102,00 si stanno formando gli stop. Per la prima volta dal 6 dicembre, l’EUR/JPY è sceso sotto 140,00. Considerando la situazione attuale, all’USD/JPY servirebbe una nuova spinta per riprendersi fino alla resistenza chiave a 105,00/55; tuttavia, secondo noi, l’IPC in uscita venerdì sarà troppo debole per dare un impulso significativo agli orsi dello JPY nella settimana corrente.

Lunedì, 27 Gennaio, 2014