L’azionario giapponese è scivolato del 3,08%, dopo che, a novembre, il deficit delle partite correnti è aumentato da 127,9 a 592,8 mld di yen.

L’azionario giapponese è scivolato del 3,08%, dopo che, a novembre, il deficit delle partite correnti è aumentato da 127,9 a 592,8 mld di yen. A Tokio, l’USD/JPY è rimasto sotto 103,53 (23,6% di Fibonacci sul rally in atto da ottobre a dicembre). I tori dello yen hanno acquisito ulteriore slancio contro l’USD. S’intravede qualche offerta a 103,00/102,75. Le pressioni negative sull’USD/JPY probabilmente rimarranno stringenti sotto 104,40 (media mobile a 21 giorni). L’EUR/JPY ha toccato quota 140,50, minimo dal 6 dicembre. Gli indicatori tecnici ribassisti suggeriscono una correzione al ribasso più marcato, se verrà superato il livello 140,00/16 (livello psicologico / 38,2% di Fibonacci sul rally di novembre e dicembre). Il ministro dell’Economia giapponese Amari ha sollecitato alla cautela, in riferimento all’aumento delle tasse che entrerà in vigore ad aprile 2014.

In Nuova Zelanda, l’indice QV sui prezzi delle abitazioni ha raggiunto il massimo da sei anni, pari al 10%, nel mese di dicembre. La coppia NZD/USD ha ampliato i guadagni fino a 0,8389 a Sidney, perché si prospetta un aumento del tasso della RBNZ, considerando la robusta crescita economica e l’elevata inflazione dei prezzi delle abitazioni. La media mobile a 21 giorni testa la media mobile a 50 giorni al rialzo, l’indice MACD è nettamente rialzista. Prevediamo un ulteriore rialzo della coppia NZD/USD e collochiamo il nostro primo obiettivo a 0,8436 (massimo di settembre sull’onda dell’inazione della Fed). Sui mercati delle opzioni non s’intravedono barriere significative al rialzo.

L’AUD amplifica la sua forza fino alla media mobile a 50 giorni (0,9086) in scia alla diffusa debolezza dell’USD. Il sentiment contro l’USD è piuttosto positivo per il breve termine, s’intravedono ordini d’acquisto legati alle opzioni sopra 0,9000. Ciò nonostante, la divergenza fra RBA e RBNZ continua a pesare sull’AUD contro il dollaro neozelandese. L’AUD/NZD è rientrato parzialmente nel più ampio canale ribassista. Il momentum rialzista correttivo è più lento sotto la media mobile a 21 giorni (1,0832). Manteniamo invariato il nostro obiettivo di medio termine a 1,0648 (minimo del 2008).

L’EUR/USD consolida i guadagni intorno a 1,3665 (livello di Fibonacci). Le offerte prima di 1,3700 frenano il rialzo, anche se il sentiment positivo probabilmente continuerà ad esercitare pressioni al rialzo nel breve termine.

Nel Regno Unito, il cable passa di mano con un sentiment contrastato in vista dell’annuncio dell’IPC atteso in mattinata. L’IPC a è previsto invariato al 2,1% a dicembre, appena sopra il 2,0% perseguito dalla BoE. L’inflazione più debole dovrebbe far ripartire le speculazioni sul lato ribassista, dando alla BoE un margine più ampio per mantenere la sua politica di forward guidance con il caveat dell’inflazione. Osserviamo supporti a 1,6306/17 (media mobile a 50 giorni e 38,2% di Fibonacci sul rally in atto da novembre 2013 a gennaio 2014).

Il calendario economico di oggi è fitto di appuntamenti: prezzi all’ingrosso m/m e a di dicembre in Germania; cifre IPC di dicembre in Francia, Italia e Svezia; IPC, indice dei prezzi al dettaglio e IPP m/m e a di dicembre nel Regno Unito; produzione industriale m/m e a di novembre nell’Eurozona; indice NFIB sull’ottimismo delle piccole imprese di dicembre, vendite al dettaglio e indice dei prezzi all’importazione m/m e a di dicembre negli Stati Uniti; indice sui prezzi delle abitazioni m/m e a Teranet/National Bank di dicembre in Canada e scorte di magazzino delle aziende di novembre negli Stati Uniti.

Martedì, 14 Gennaio, 2014
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