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Il FOMC rimuove il termine “paziente”

Giovedì, 19 Marzo, 2015

L’USD è stato schiacciato pesantemente sull’onda del comunicato prudente rilasciato dal FOMC alla fine della sua riunione di due giorni. Come ampiamente previsto, la Fed ha rimosso il suo invito alla “pazienza”, anche se ora si prevede che il ritmo della normalizzazione sarà molto più lento. La previsione media dei membri della Fed (dots) è stata abbassata dall’1,125% allo 0,625% (molto sotto le attese), quindi la maggioranza degli osservatori prevede che il primo rialzo del tasso avverrà a settembre. Vale la pena notare che un rialzo a giugno rimane una possibilità e potrebbe essere preferibile. La frequenza dell’intervento sarebbe inferiore, in linea con una normalizzazione “precoce e graduale”, piuttosto che un intervento “ritardato e più brusco”. Gli indici USA hanno compiuto un rally, con l’S&P di nuovo sopra 2.100; i future sul Dow Jones si sono attestati a 18.070 punti in scia alle attese di un contesto prolungato di tassi bassi. I rendimenti dei decennali USA sono scesi all’1,8975% e ciò ha dato alle valute del G10 e dei mercati emergenti l’opportunità di riprendere fiato.

L’USD/JPY ha raggiunto il minimo del trend ascendente (119,30) in atto da gennaio a marzo e poi è rimbalzato a 120,75 a Tokyo. Il calo dei rendimenti USA eviterà sicuramente nuovi massimi dell’USD/JPY nel breve termine. Si osserva resistenza prima di 122,03. Una chiusura giornaliera sotto la linea di conversione (120,67) dovrebbe spianare la strada verso la copertura della nuvola di Ichimoku (118,37/71).

L’EUR/USD ha testato brevemente le offerte sopra 1,10 (raggiungendo quota 1,1043). Il forte giudizio negativo dell’EUR/USD ha però prosciugato rapidamente l’interesse all’acquisto, gli operatori asiatici hanno fatto scendere la coppia a 1,0758. È in corso un consolidamento in area 1,0458/1,0870 (minimo 16 marzo / 38,2% di Fibonacci sul calo di febbraio e marzo). L’obiettivo di medio termine rimane la parità. Osserviamo una densa area di offerte fra 1,0850 e 1,1000 man mano che crescono le proteste contro la BCE. I cittadini dell’Eurozona criticano la BCE per aver aiutato le banche invece della gente. Anche sull’onda della situazione greca ancora irrisolta, l’impennata dell’EUR/USD ha costituito un’ottima opportunità per rafforzare i corti. Continuiamo a vendere sui rally. L’EUR/GBP ha superato la resistenza a 0,7200/50, salendo a 0,72931. La chiusura di ieri sopra la conversione e la linea di base fa mantenere una propensione positiva, soprattutto vista la diffusa riluttanza nei confronti della GBP legata al nervosismo pre-elettorale. A dispetto del rafforzamento del momentum positivo dell’EUR/GBP, rimaniamo prudenti, considerando il rischio legato agli eventi per l’EUR (insolvenza e uscita della Grecia).

Giovedì, 19 Marzo, 2015
 

 

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