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Franco svizzero e oro in rialzo a causa della situazione Yemen

Giovedì, 26 Marzo, 2015

Il trading sul forex segue un tipico trend di avversione al rischio dopo gli attacchi aerei dell’Arabia Saudita nello Yemen. Le tensioni in Medio Oriente hanno generato diffuse vendite sui mercati azionari, un considerevole deflusso di capitali dalle valute dei mercati emergenti ad alto rendimento e flussi verso porti sicuri quali l’oro, il franco svizzero, lo yen e la sterlina britannica. L’USD è in diffuso calo contro gran parte delle altre valute del G10 (dopo la contrazione a sorpresa dei beni durevoli di febbraio e le conseguenti posizioni accomodanti della Fed), mentre le valute dei mercati ad altro rendimento (TRY, ZAR e BRL) accusano forti pressioni a vendere. In questo giovedì, le valute legate al petrolio fanno registrare le prestazioni migliori contro l’USD, con RUB, NOK e CAD in rialzo rispettivamente, mentre scriviamo, dell’1,55%, dell’1,01% e dello 0,75%.

L’oro raggiunge quota 1.220 USD, il greggio WTI in rally di più del 5% dopo i bombardamenti nello Yemen

Non appena l’Arabia Saudita e i suoi alleati hanno iniziato a bombardare lo Yemen, la propensione al rischio del mercato ha subito una brusca inversione. Il petrolio ha compiuto un rally fino a 1.220 USD perché il Medio Oriente si precipita verso asset considerati sicuri, mentre WTI e Brent hanno capovolto la debolezza di marzo, perché si teme che i disordini nel Medio Oriente porteranno a interruzioni nella fornitura dei principali produttori di petrolio al mondo. Poiché il rialzo dei prezzi del petrolio spinge la domanda di petrovalute, in primis NOK, CAD e RUB, il real brasiliano (BRL) e la lira turca (TRY), dipendenti dal petrolio, fanno registrare prestazioni inferiori che creano interessanti opportunità di trading per chi cerca profitti a breve termine.

Giovedì, 26 Marzo, 2015
 

 

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