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Focus su tassi Usa e torna la volatilità

Lunedì, 06 Giugno, 2016

In pratica nulla di cambiato, ma comunque i mercati hanno reagito marcatamente alle nuove prospettive di un prossimo rialzo tassi USA. Avevamo già avuto commenti in questa direzione giusto il giorno prima di FOMC, a dichiarare l’intenzione di proseguire nella stretta graduale, se sostenuti dai DATI fondamentali. Questo ultimo rapporto ha messo pressione su bonds, indici, emergenti, commodity, anglo, con oro, petrolio a seguire. Il DOLL ha quindi guadagnato terreno, al suo max7 settimane, contro un EURO, appesantito pure da vendite contro GBP. Quest’ultima di trova al meglio da 4mesi, dopo ampi stop-loss, in un mercato short e molto negativo, eccessivamente, per il futuro referendum Brexit. Con gli ultimi sondaggi, molto più a favore di una permanenza in Eu, la storia è girata velocemente. Una buona mano dal dato molto positivo delle vendite al dettaglio. Meglio banche in Eu, sempre deboli in ITL, e rinnovata pressione su Yuan.

I timori per i debiti, pubblici e privati, in rialzo generale in un mondo economico rallentato e deteriorato, con peggioramento delle esposizioni a rischio, sono saliti ulteriormente. Resta quindi l’incertezza entro rendimento e rischio, con un rinnovato aumento della volatilità. Movimenti bruschi, a colpi, da aggiustamento posizioni da parte dei FONDI, anche effettuati in maniera eccessiva. Come per l’aspettativa sui tassi USA, che non è stata sicuramente una novità, solo spostamento di previsione, prima tutti per nulla di fatto, ora tutti convinti di una mossa. Situazione inalterata, visto che i DATI USA recenti sono tutti sotto aspettative, anche se in miglioramento, e i problemi, politica e debiti, immigrati, sono tutti ancora presenti. Da oggi un G7, che sarà concentrato su evasione, corruzione, economia, e senza dimenticare lo YEN da volontà BoJ che vuole una discussione molto ampia, Cina da pressioni Usa continue, ACCIAIO da tensioni EU-USA contro Cina per il suo eccesso di produzione e “dumping”. All’interno di ECB aumenta il lavoro per migliorare la su immagine, dalle recenti critiche sulla politica monetaria di essere oramai inefficace, e tensioni entro i vari Stati, da maggiore flessibilità richiesta. E tutte queste situazioni, comprese la posizione molto indebolita dei paesi produttori minerali, miniere, petrolio, materie prime, vengono sicuramente molto peggiorate su rialzi tassi Usa. Ieri, effetto negativo sugli investimenti dal maggiore potenziale rialzo dei tassi USA, poi parzialmente rientrato. I dati USA sono migliori, non tutti, ma segnalano un rafforzamento della ripresa, e probabile a mio avviso, un rialzo tassi a settembre. Il FOCUS più significativo, G7 a breve, BREXIT, referendum/governo ESP, IMMIGRAZIONE e TURK, campagna presidenziale USA con TRUMP leader.

Venerdì, 20 Maggio, 2016
 

 

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