A Tokio i cross con lo JPY hanno avuto un andamento contrastato. L’USD/JPY si è impennato brevemente a 104,07 in scia alla diffusa domanda di USD.

Oggi assistiamo a un calo generalizzato delle valute dei mercati emergenti contro l’USD, anche gran parte delle divise del G10 perde terreno perché i rendimenti dei decennali americani hanno compiuto un rally, superando il 2,80% a New York. I funzionari della Fed continuano a sostenere l’inizio della normalizzazione della politica entro metà 2015. Il rapporto ADP sull’occupazione diffuso ieri ha mostrato che l’economia americana a marzo ha creato 191.000 nuovi posti di lavoro privati, poco sotto le 195.000 unità previste, e molti di più dei 139.000 di febbraio. L’indice DXY ha superato al rialzo la media mobile a 50 giorni (80,221). Buoni dati dalle NFP di venerdì dovrebbero dare ulteriore sostegno all’USD e ai rendimenti USA dalla prossima settimana.

In Cina il PMI ufficiale non manifatturiero è sceso dai 55,00 ai 54,5 punti a marzo, mentre il PMI composito elaborato da HSBC/Markit ha mostrato una contrazione più marcata (49,3 punti a marzo rispetto a 49,8 precedenti). Il Composite di Shanghai cede lo 0,71% mentre scriviamo, l’indice Hang Seng rimane piatto. La debolezza in Cina ha fatto scendere l’AUD/USD a 0,9206. Il momentum rialzista si sta affievolendo man mano che ci avviciniamo alla pubblicazione del dato NFP (venerdì). Gli ordini d’acquisto per le opzioni si trovano a 0,9200/10; in caso di violazione, la media mobile a 200 giorni (0,9138) sarà a rischio prima del dato NFP.

In Nuova Zelanda, la coppia NZD/USD testa al ribasso il livello 0,8544/60 (massimo ottobre 2013 e media mobile a 21 giorni), s’intravede un altro supporto a 0,8502 (minimo 20 marzo). Il MACD è passato in territorio negativo prima del dato NFP. Vediamo discreti ordini d’acquisto per opzioni in scadenza venerdì a 0,8475 e 0,8550 in attesa di essere attivate prima del fine-settimana.

A Tokio i cross con lo JPY hanno avuto un andamento contrastato. L’USD/JPY si è impennato brevemente a 104,07 in scia alla diffusa domanda di USD. Assistiamo a un’accelerazione del momentum rialzista prima del dato NFP, gli ordini d’acquisto per opzioni in scadenza oggi si susseguono sopra 103,85. L’EUR/JPY consolida i guadagni nonostante lo scetticismo dell’EUR prima della BCE e del discorso di Draghi, l’inclinazione rimane positiva. Un rally di sollievo dopo l’intervento di Draghi (in caso di non-azione) spianerà la strada verso il massimo dell’anno a 145,69. Il supporto chiave al ribasso corrisponde al massimo della nuvola giornaliera di Ichimoku (140,96).

Oggi l’EUR/USD tende al ribasso prima della BCE e dell’intervento di Draghi. La BCE dovrebbe mantenere lo status quo (tasso principale di rifinanziamento allo 0,25%, tasso sui depositi allo 0,00% e tasso marginale sui prestiti allo 0,75%), nonostante la debolezza degli ultimi dati IPC pubblicati lunedì. Il rischio di un intervento accomodante inizia solo ora a influenzare i livelli dell’EUR. L’EUR/USD è sceso a 1,3755 in Asia. La decisione della BCE e la conferenza stampa di Draghi determineranno il corso della moneta unica nel pomeriggio. L’inazione della BCE dovrebbe far salire l’EUR. La violazione al rialzo della media mobile a 21 giorni (supporto settimanale) farà diventare positiva l’inclinazione di breve periodo. Ieri l’EUR/GBP non è riuscito a superare la resistenza sopra la media mobile a 100 giorni (0,83072) e ha aperto sotto la media mobile a 50 giorni (0,82816) in Asia. Gli indicatori di trend e momentum sono decisamente ribassisti.

Gli eventi chiave della giornata sono la riunione di politica monetaria della BCE e il discorso di Draghi, in programma rispettivamente alle 11:45 e alle 12:30 GMT. Il calendario economico prevede la pubblicazione dei seguenti dati: PMI servizi e composito (definitivi) di marzo in Svezia, Spagna, Italia, Francia, Germania, Eurozona e Stati Uniti; riserve ufficiali di marzo nel Regno Unito; vendite al dettaglio di febbraio nell’Eurozona; scambi di merci internazionali di febbraio in Canada; richieste iniziali e continue di disoccupazione aggiornate rispettivamente al 29 e al 22 marzo; indice ISM non manifatturiero composito di marzo negli Stati Uniti.

Giovedì, 03 Aprile, 2014
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