Questa settimana l’AUD/USD è bloccato all'interno della fascia 0,9200/0,9300. Gli indicatori di tendenza e di momentum sono meno incisivi sebbene permangano nella zona rialzista.

Oggi i dati sul lavoro Usa costituiscono l’evento fondamentale. Gli USA renderanno noto il dato sul tasso di disoccupazione di marzo e sulle buste paga nel settore non agricolo; i mercati attendono un rimpolpamento di 200.000 nuovi posti di lavoro non agricoli per l'economia degli Stati Uniti (a fronte dei 175000 di un mese fa); si attende un miglioramento del tasso di disoccupazione dal 6,7% al 6,6%. Dato che le soglie dell’inflazione e della disoccupazione sono state rimosse sulla base dell’orientamento progressista del FOMC nell’ambito delle riunioni del 18/19 marzo, non ci aspettiamo di osservare un’alta volatilità come in precedenza. Tuttavia, gli operatori dovrebbero tenersi pronti a vigilare l'azione dei prezzi legata agli eventi legati a New York. I dati settimanali confermano l'interesse crescente per gli investimenti USA. I fondi azionari e obbligazionari EM statunitensi hanno attratto i maggiori flussi rispettivamente da gennaio e da maggio 2013. I rendimenti statunitensi a 10 anni si attestano attorno al 2,80%, prima del dato NFP, il DXY è all’apice dal 27 febbraio.

Come ampiamente previsto, la BCE ha mantenuto lo status quo. Durante la conferenza stampa il presidente Draghi si è detto sorpreso circa i dati soft sull’inflazione a marzo, ma ha ribadito che le aspettative inflazionistiche restano bloccate; a detta di Draghi la zona euro non è soggetta al rischio di deflazione. "Abbiamo parlato dei tassi di rifinanziamento inferiori e dei tassi di deposito, nonché di quantitative easing", ha affermato. La parte riservata alle domande è stata fortemente dominata da una prospettiva di quantitative easing. L’EUR/USD ha segnato 1,3808 prima della graduale discesa a 1,3698. L’EUR/USD resta in ombra in attesa del dato sulle buste paga (NFP). Una lettura al di sopra dei 200K rischia di tirare l’EUR/USD ancora più in basso. I supporti chiave si attestano a 1,3665 (38,2% del livello di Fibonacci sul rally novembre-dicembre) e poi a 1,3595 (50% del livello di Fibonacci).

Questa settimana l’AUD/USD è bloccato all'interno della fascia 0,9200/0,9300. Gli indicatori di tendenza e di momentum sono meno incisivi sebbene permangano nella zona rialzista. Una sorpresa in merito ai dati sul lavoro Usa metterà a rischio la MM a 200 giorni (0,9138). Una delusione dovrebbe contribuire a eliminare la resistenza pre-0,9300. Manteniamo le nostre resistenze a 0,9339 (61,8% del livello di Fibonacci, a fronte del ritiro di novembre 2013 – gennaio 2014) e a 0,9499/0,9500 (76,4% del livello di Fibonacci e livello psicologico). Il NZD/USD rimbalza da 0,8514 (minimo di ieri e settimanale) e sfida la MM a 21 giorni di oggi (0,8564). Decenti offerte di opzione, oggi in scadenza, si intravedono a 0,8475 e a 0,8550.

Nel Regno Unito la GBPUSD estende la debolezza post-PMI. Ben supportata, oltre 1,6570 (pivot MACD), la direzione sarà definita dal movimento dell’USD a New York. L’opzione offre spazio al di sotto di 1,6570, mentre vanno eliminate le sottili barriere pre-1,6650/1,6700. Si osservano stop al di sopra.

Questo venerdì gli operatori si concentrano sugli ordini di fabbrica tedeschi a febbraio m/m e a, sull’indice PMI tedesco di marzo, sui servizi svedesi a febbraio e sulla produzione industriale, sulle nuove immatricolazioni di autovetture di marzo nel Regno Unito, sull’indice PMI relativo alle vendite al dettaglio in Germania, Francia, Italia e zona euro di marzo, sul dato relativo alle variazioni nel settore non agricolo USA di marzo, sulle buste paga private e manifatturiere e sul tasso di disoccupazione, sulla disoccupazione di marzo in Canada e sul tasso di partecipazione.

Venerdì, 04 Aprile, 2014