I cross con lo JPY hanno ottenuto ordini d’acquisto migliori a Tokyo, parallelamente alle azioni del Nikkei (+2,07%).

In Asia l’USD ha ottenuto ordini d’acquisto migliori rispetto alle altre valute G10 e dei mercati emergenti, la propensione al rischio rimane moderata. Il PIL cinese è cresciuto a un ritmo pari all’1,5% nel quarto trimestre, deludendo le attese del mercato, peraltro già deboli (1,7% t/t previsto e 1,9% precedente). La crescita del PIL su base annua è rimasta stabile al 7,3% (rispetto al 7,2% previsto). Un economista del FMI ha affermato che la crescita cinese più debole avrà un effetto negativo sui partner commerciali; il FMI ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2015, dal 3,8% al 3,5%.

Le notizie macroeconomiche insoddisfacenti dalla Cina stanotte hanno pesato sull’AUD. L’AUD/USD è sceso a 0,8160 (leggermente sopra la sua media mobile a 21 giorni, 0,8148), il trend positivo perde slancio. Gli indicatori di trend e momentum rimangono marginalmente positivi, anche se si dovranno superare le offerte in area 0,8250/70 per un nuovo tentativo al rialzo. Permane un’importante resistenza a 0,8316/20 (media mobile a 50 giorni / base del trend ribassista di gennaio).

I cross con lo JPY hanno ottenuto ordini d’acquisto migliori a Tokyo, parallelamente alle azioni del Nikkei (+2,07%). L’USD/JPY è salito a 118,53, ma poi è incappato nelle vendite sopra il massimo della nuvola di Ichimoku (118,48). Prima della decisione della BoJ assistiamo a un appiattimento della linea di base e di conversione. Giacché prevediamo che la BoJ manterrà lo status quo, il comunicato che accompagnerà la decisione, e soprattutto i commenti sull’obiettivo d’inflazione, dovrebbero conferire una nuova direzionalità al complesso JPY a partire da mercoledì. Servirà una violazione sopra la nuvola di Ichimoku per un nuovo trend rialzista, mentre un’incursione sotto 115,50/57 (50% di Fibonacci sul rally da ottobre a dicembre / minimo di dicembre) dovrebbe innescare una nuova flessione verso l’area 112,45/113,50 (minimo 3 novembre / base di Ichimoku). L’EUR/JPY si è ripreso fino a 137,26. Considerando il diffuso sentiment negativo per l’EUR, presumibilmente ci sarà una resistenza a 138,00/138,27 (esercizio delle opzioni / 23,6% di Fibonacci sulle vendite di dicembre e gennaio).

L’EUR/USD consolida la debolezza, gli operatori cercano, infatti, di vendere sui rally prima della decisione della BCE. Poiché si prevede che la BCE giovedì premerà il grilletto e darà via al QE, le previsioni di un intervento consistente dovrebbero continuare a esercitare pressioni al ribasso sull’EUR/USD nonostante le condizioni d’ipervenduto (RSI al 22%). Per oggi si susseguono discrete barriere per le opzioni sotto 1,17, da domani dovrebbero esserci grandi quantità di opzioni standard di tipo put sotto 1,16. L’EUR/GBP resiste sopra 0,76 con il MACD nettamente negativo, ciò segnala che il giudizio rimane negativo. La banca centrale danese ha tagliato il suo tasso sui certificati di deposito (CD) di 15 punti base, dichiarando che dispone degli strumenti per difendere l’ancoraggio contro l’EUR.

Altrove, oggi la Banca Centrale di Turchia (BCT) renderà nota la sua decisione. Il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime, le previsioni di un ulteriore raffreddamento dell’inflazione, i tassi negativi in Svizzera, le attese di un’ulteriore espansione nell’Eurozona, l’intervento a sorpresa in India (basato su ragioni simili), cui si sommano le pressioni politiche, dovrebbero spingere la BCT ad approfittare della situazione che si è venuta a creare per i tassi. Prevediamo un taglio di 25 punti base del tasso sui pronti contro termine alla riunione di oggi. L’USD/TRY è in rialzo, una chiusura giornaliera superiore a 2,3370 (pivot MACD) dovrebbe segnalare una sfida del livello a 2,3540 (massimo 5 gennaio).

A seguire il calendario economico odierno: IPP m/m e a di dicembre in Germania; bilancia commerciale di novembre in Italia; disavanzo pubblico terzo trimestre nell’Eurozona; sondaggio ZEW su situazione attuale e attese di gennaio in Germania; sondaggio ZEW sulle attese di gennaio nell’Eurozona; vendite del settore manifatturiero m/m di novembre in Canada; indice NAHB sul mercato immobiliare di gennaio negli Stati Uniti.

Martedì, 20 Gennaio, 2015