L’azione del prezzo appare inequivocabile, nell’espressione di un trend rialzista pienamente confermato e supportato dalla trendline crescente.

E’ ormai ricorrente, e quasi unanime, l’opinione secondo cui la quotazione dell’Euro rispetto al Dollaro Americano sarebbe “sopravvalutata”. Si parla quindi di Euro “troppo forte”, di “danni alle esportazioni, alla competitività, all’economia”, e di un valore della moneta unica che dovrebbe essere “molto inferiore”.
Eppure, un trader deve riuscire ad isolarsi da rumors, opinioni e credenze popolari, concentrandosi esclusivamente nell’analisi degli scenari macroeconomici e tecnici. Ciò avviene attraverso l’applicazione del proprio metodo di lavoro, divenuto affidabile nel tempo, per arrivare a delle conclusioni sulla probabile direzione del prezzo nell’immediato futuro. Il vantaggio per un trader consapevole e razionale è proprio questo: parlare e ragionare su quello che si conosce, non su quello che si pensa o che si sente dire.
Gli scenari macroeconomici, dunque. Ieri la Yellen ha rassicurato ancora una volta l’economia americana: nonostante il graduale tapering (che dovrebbe portare allo stop di “asset purchases” alla fine dell’anno), la Fed continuerà a stimolare la crescita ancora per un periodo di tempo non brevissimo. La disoccupazione, unita alla precarietà, rimane un problema ancora non risolto (nonostante i recenti miglioramenti), e l’inflazione rimane contenuta sia nel breve che nel medio periodo
Molto attesa la replica della BCE, Giovedì. La disoccupazione al 12% (doppia rispetto a quella negli Stati Uniti) e gli ultimi dati sull’inflazione allo 0.5% implorano il governatore Mario Draghi ad immettere liquidità nel sistema economico e finanziario, e possibilmente ad un taglio dei tassi di interesse. Fino a questo momento però l’attendismo è stato elemento caratterizzante l’azione della BCE: anche nell’ultima conferenza stampa del mese di Marzo, il messaggio è stato chiaro: nessun “easing” nel breve periodo, si resta alla finestra. Anche la barzelletta raccontata ai membri dell’Eurogruppo (per un trapianto di cuore, tra quello di un bambino e quello di un 70enne banchiere centrale meglio scegliere il secondo: mai usato) lascia pensare a decisioni prese per motivazioni a suo avviso razionali, anche se contrarie all’opinione pubblica. I segnali recessivi delle ultime settimane cambieranno qualcosa?

Il quadro tecnico e grafico della coppia EUR/USD non fa che rilflettere il sentiment del mercato, al momento chiaramente impostato al rialzo.

L’azione del prezzo appare inequivocabile, nell’espressione di un trend rialzista pienamente confermato e supportato dalla trendline crescente. L’ultimo movimento ribassista non è al momento altro che un ritracciamento, al momento fermatosi al 50% dell’ultimo swing rialzista di Febbraio, che da 1.3480 aveva portato il prezzo sui massimi.
Ed è proprio (e solo) sotto 1.3480, ultimo punto di rotazione davvero importante, che parlare di inversione ribassista avrebbe un senso tecnico dalle elevate probabilità di successo. Oggi sarebbe un azzardo, una sfida alle probabilità, all’oggettività, al grafico: approccio tanto caro ad una vasta maggioranza di trader che infatti nel lungo periodo vengono “spazzati via” dal mercato.
Inoltre, scendendo di orizzonte temporale, osserviamo nuovamente una conformazione grafica a noi tanto cara, e che ci fornisce molte informazioni riguardo la possibile futura direzione del prezzo:

Il cuneo (“wedge”) formatosi ricorda molto quello su cui avevamo concentrato l’attenzione lo scorso mese, proprio nei pressi della conferenza stampa di Draghi: stesso scenario, stesso sentiment, stessa azione grafica: fantastico. In quel caso, il cuneo (meglio visibile su un timeframe inferiore) assecondò la teoria, portando ad un’inversione e quindi alla ripresa della tendenza rialzista originaria.
Non sappiamo se ciò si ripeterà nella situazione attuale, ma la conformazione grafica formatasi ed il suo test attualmente in corso potranno darci un’importante risposta sulla futura azione del prezzo. Una rottura rialzista (confermata) potrebbe proiettare il mercato verso 1.3850 in primis, per poi eventualmente proseguire verso i massimi.

Viceversa, una violazione dell’importante area di supporto indicata (livello statico azzurro, 50% di ritracciamento e trendline rialzista sul grafico precedente) potrebbero davvero modificare la tendenza di breve periodo (scenario realizzabile con uno shock nella giornata di Giovedì).
Due possibili scenari futuri, uno alternativo all’altro, da cui ricavare importanti indicazioni sulla futura probabile direzione del prezzo: attività indispensabile poter prendere decisioni operative e di investimento (ciascuno con il proprio metodo di lavoro, tempistiche, tecniche, esperienza) consapevoli e con le probabilità di successo dalla nostra parte.

Mercoledì, 02 Aprile, 2014