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Dovrebbe continuare il momentum rialzista dell‘USD

Mercoledì, 18 Novembre, 2015


Altri due miliardi per la Grecia

Di Yann Quelenn

I negoziati fra la Grecia e l’Europa hanno compiuto un altro passo avanti verso l’esborso di 2 miliardi di euro per la ristrutturazione delle banche elleniche. Ricordiamo che il disaccordo era dovuto principalmente ai pignoramenti di abitazioni e alle imposte arretrate.

Tuttavia, dai negoziati di giugno, quando il primo ministro Alexis Tsipras decise di ignorare il “NO” dei greci, accettando termini svantaggiosi per un accordo di emergenza sul salvataggio, sappiamo che i funzionari greci sono stati in grado di fare delle concessioni importanti. L’unica variabile sconosciuta in questa equazione è fino a che punto siano pronti a spingersi per trovare un compromesso. In effetti, con l’accordo di ieri, solo il 60% continuerà a ricevere una protezione completa contro i pignoramenti.

Le politiche di austerità sono tutt’altro che finite in Grecia; ciò nonostante, il debito greco non è sostenibile nel lungo termine. Alla popolazione greca verranno richiesti sforzi sempre maggiori. I mercati non hanno reagito con forza a questa notizia, ma il dollaro continua ad apprezzarsi sulla scia di un possibile rialzo del tasso a dicembre alla Fed (che, secondo noi, sarebbe puramente simbolico). Siamo nettamente ribassisti sull’EUR e la nostra attenzione ora si sposta sulla situazione in Portogallo.

Dovrebbe continuare il momentum rialzista dell‘USD

Al momento sembra che non vi sia niente in grado di fermare l’USD, nonostante le vendite di breve termine. L’attuale andamento degli scambi riflette una volatilità crescente, non un’avversione al rischio o un netto movimento direzionale. Il biglietto verde ha guadagnato molto sull’onda della divergenza delle politiche monetarie. Poi, però, l’USD ha ottenuto un ulteriore slancio grazie all’avversione al rischio generata dagli attacchi terroristici. Anche se il rialzo del tasso della Fed ormai è quasi scontato del tutto, c’è spazio per un ulteriore apprezzamento. Innanzitutto perché si attende un allentamento della BCE, che ormai non mira più solo a un indebolimento dell’euro, ma, ancora una volta, a tenere unita l’UE. I prezzi dei titoli di Stato a scadenza breve di Portogallo, Grecia e Spagna sono aumentati, facendo abbassare i rendimenti perché gli investitori ora credono di più in nuovi stimoli di politica monetaria dalla BCE. In secondo luogo, i dati USA sono stati contrastati, soprattutto quelli che si riferiscono ai consumatori, sono arrivate conferme che un’accelerazione è possibile. A ottobre l’IPC si è consolidato, la stabilizzazione dei prezzi indica fiducia nelle condizioni economiche. La produzione manifatturiera è aumentata, ciò suggerisce che i venti contrari si stanno attenuando, anche se la debolezza della produzione industriale ha rappresentato sicuramente una battuta d’arresto. Il dato di oggi sui cantieri residenziali sarà importante per definire la crescita del PIL nel quarto trimestre, che attualmente supera il 2,2%. Il mercato sconta un ciclo di restringimento lento e graduale dalla Fed. Tuttavia, se dovessimo assistere a un’accelerazione, la curva diventerà rapidamente più ripida e i mercati saranno colti di sorpresa. I verbali della riunione del FOMC del 27-28 ottobre di oggi dovrebbero sostenere le attese del mercato di un rialzo del tasso a dicembre. Poiché i dati sostengono un rialzo (solido rapporto di ottobre sul lavoro), sarebbe interessante sentire i commenti della Fed sulla sensibilità alla forza dell’USD e alla volatilità globale. Rimaniamo costruttivi sull’USD e vediamo nell’attuale balzo dell’EUR/USD un’opportunità di ricaricare i corti. La correlazione con i rendimenti dei titoli a breve scadenza determina sempre di più l’andamento della coppia USD/JPY. Poiché i tassi negli USA e in Giappone continuano a divergere, prevediamo che l’USD/JPY tenderà al rialzo, sostenuto da chi è in cerca di rendimenti.

Mercoledì, 18 Novembre, 2015
 

 

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