Dopo due giornate di passione ieri Piazza Affari è ripresa a salire guadagnando lo 0,98%. Il listino milanese ha fatto addirittura meglio del listino tedesco che è sceso dell’1,03%, mentre quello francese e quello inglese hanno perso rispettivamente lo 0,21% e lo 0,17%. I migliori titoli del Ftse Mib sono stati Banco Popolare (+6,79%), Ubi Banca (+6,36%), Banca Popolare dell’Emilia Romagna (+5,01%), Exor (+3,10%), Eni (+2,58%), Finmeccanica (2,73%), Saipem (+2,35%) e Autogrill (+1,94%). Tra i peggiori titoli invece Prysmian (-2,76%), Azimut (-2,20%), Ansaldo Sts (-1,97%), Pirelli (-1,64%) e Mediaset (-1,62%).

Cosa muove il Ftse Mib

Nel Consiglio dei Ministri di ieri è stata approvata la cancellazione dell’Imu già dal 2013. La decisione era già nota ai mercati che erano però curiosi di capire come la soppressione di questa imposta verrà finanziata. Ebbene, da quanto si è appreso nel corso della conferenza stampa di ieri, in pratica dall’anno prossimo tutti i residenti italiani (anche quelli che non possiedono immobili) dovranno versare al proprio Comune di residenza una imposta chiamata Service Tax che ingloberà la Tares (ossia la tassa sui rifiuti) e che sarà destinata a finanziare i servizi offerti dal Comune. Nel Consiglio dei ministri del 15 ottobre si dovranno trovare le coperture per la seconda rata dell’Imu del 2013, ma da quanto è trapelato non si dovrebbero introdurre nuove imposte e dovrà essere finanziata con tagli alla spesa e da ulteriori tassazioni sul gioco d’azzardo. Inoltre sono state trovate le risorse per finanziare la cassa integrazione in deroga e per risolvere il problema di circa 6500 esodati che non lavoravano e non percepivano finora la pensione per effetto della Riforma Fornero. Gli effetti della manovra dovrebbero essere positivi secondo noi nel breve periodo (visto che per quest’anno non ci saranno costi per i possessori di una sola abitazione) anche se manifestiamo molte perplessità derivanti dall’introduzione della Service Tax. Noi riteniamo che fin quando i cittadini italiani non conosceranno esattamente l’ammontare di questa tassa i consumi non potranno ripartire. Gli italiani infatti vorranno verificare di aver ottenuto dei benefici (ammesso che vi siano) prima di investire il denaro risparmiato nell’acquisto di beni e servizi. I rischi per il Governo Letta ancora non sono terminati in quanto c’è ancora la “grana” della decadenza di Berlusconi da risolvere. Riteniamo però possibile che nel breve periodo (caos Siria permettendo) si possa assistere ad una lieve discesa dello spread dei rendimenti tra Btp e Bund e ad un possibile rimbalzo tecnico a Piazza Affari.

Analisi tecnica

Ieri il derivato sull’indice italiano dopo un’apertura a 16550 ha toccato un minimo a 16500 prima di arrivare a 16780 per poi chiudere a 16754. Il supporto posto a 16500 da noi individuato nell’articolo di ieri ha retto in maniera impeccabile. Nell’eventualità area 16330/16520 dovesse cedere il derivato arriverà in area 16100/16200 la cui tenuta è fondamentale per evitare un ultimo quadrimestre dell’anno in caduta libera. La violazione di area 16840/17000 dovrebbe portare il derivato prima in area 17150/17200 e poi in area 17600.

Suggerimenti operativi

Sul derivato italiano consigliamo di rimanere alla finestra nell’attesa che il trend di breve si allinei con quello di medio periodo. Siamo al ribasso con il titolo Mediaset e raccomandiamo di mantenere aperta la posizione con stop loss in area 3,12 e target price in area 2,92. Una buona opportunità speculativa al rialzo potrebbe essere rappresentata dall’acquisto di G-Tech sopra 21,70 con stop loss in area 20,50 e target price da individuare, ma sicuramente favorevole sotto il punto di vista del rapporto tra rischio e rendimento.

L'articolo Disinnescata la mina Imu per il Governo Letta. Adesso Piazza Affari può salire? sembra essere il primo su Forex Trading Online.

Giovedì, 29 Agosto, 2013