I titoli azionari sono, in sostanza, una percentuale del capitale sociale di un’azienda. Chi possiede dei titoli è un socio di quella determinata impresa e, in quanto tale, ha diritto a dire la sua in assemblea (ma in questo caso dipende dal tipo di azione che si possiede) e a ricevere degli utili, oltre che a rivendere il suo titolo azionario quando lo ritiene più opportuno, a condizione che non siano imposti dei blocchi particolari alla libera circolazione delle azioni (potrebbe capitare se l’azienda in questione assegna delle azioni di nuova emissione e vuole essere sicura che per un certo periodo di tempo nessuno possa venderle).

Azioni vs obbligazioni, le differenze

Un’azione è una quota del capitale sociale aziendale, mentre un’obbligazione è un debito che l’azienda assume verso il possessore del titolo stesso. Di conseguenza, l’azionista trae vantaggio dal buon andamento dell’azienda, mentre l’obbligazionista no; quando si tratta di soddisfare i creditori, d’altro canto, quest’ultimo verrà sempre privilegiato rispetto al primo perché egli, acquistando azioni, assume anche i rischi derivanti dall’attività d’impresa.

Valore delle azioni

Ogni azione ha tre diverse tipologie di valore:

  • Nominale, ovvero quanto vale una singola azione in relazione al capitale sociale;
  • Patrimoniale, un valore che si ottiene dividendo il patrimonio netto per il totale del numero di azioni. Questo valore cambia nel tempo a seconda dell’andamento dell’azienda e lo si può verificare tramite il bilancio di esercizio;
  • Di mercato, cioè il valore al quale è possibile comprare o vendere azioni.

Prezzo delle azioni, da cosa è influenzato?

Il valore di un’azione può essere influenzato da numerosi fattori, prima di tutto dall’andamento dell’azienda. Se, ad esempio, gli utili sono superiori rispetto alle attese o comunque in crescita, il valore del titolo azionario tende a salire, al contrario se sono inferiori di quanto ci si aspettava o in calo, il prezzo di ogni azione tende a scendere.

Il prezzo azionario dipende anche dalle previsioni sulle performance future dell’azienda, in maniera particolare dalle sue prospettive di crescita. Infine, su esso influisce l’economia in generale, dove un intervento della banca centrale di un paese per cercare di rilanciare l’economia (ad esempio un QE) tende solitamente a far salire il prezzo delle azioni.

Per poter determinare il prezzo è possibile affiancare all’analisi fondamentale, cioè lo studio dei mercati e della loro influenza sui prezzi, anche quella tecnica, ovvero lo studio dei grafici per cercare di capire il futuro movimento dei prezzi.

Si tratta di due scuole di pensiero spesso viste come contrapposte (c’è una eterna diatriba tra analisti fondamentali ed analisti tecnici) ma che, in realtà, si completano a vicenda.

Riteniamo, infatti, che non ci sia possibilità di investire al meglio delle proprie opportunità se si ignorano i fatti di mercato, così come se non si conosce l’andamento attuale del prezzo, sul grafico, rispetto al passato. Si rischia di non cogliere un’occasione importante o di perdere denaro.

Investire in azioni è spesso una cosa molto proficua ma è fondamentale sapere che cosa si fa e quali rischi si corrono (anche di perdere completamente il proprio capitale investito), di conseguenza bisogna prestare molta attenzione e non correre troppo.

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Mercoledì, 10 Agosto, 2016