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Aumenta il surplus della bilancia commerciale svizzera

Giovedì, 19 Novembre, 2015


ZEW deludente e surplus commerciale da record mostrano l’importanza del franco debole

Dai dati pubblicati oggi, si evince che il surplus della bilancia commerciale svizzera è salito a 4,1 miliardi rispetto al dato rivisto al rialzo pari a 3,25 miliardi. Su base annua, a ottobre sono diminuite sia le esportazioni sia le importazioni, rispettivamente del -1,5% e del -5,3%. Le esportazioni dell’industria orologiera svizzera sono calate bruscamente, del -12,3%, a causa della debolezza della domanda in Asia. Il crollo delle esportazioni continua a essere dovuto soprattutto alla forza del CHF contro l’euro. Inoltre, la flessione nelle importazioni denota che perdura il rallentamento dell’economia svizzera. Come emerge dal dato pubblicato ieri, l’indice ZEW di novembre sulla fiducia degli investitori svizzeri è sceso da 18,3 a 0,0 punti. Un rilevamento pari allo zero indica che gli analisti finanziari intervistati “nei prossimi sei mesi non si aspettano né un miglioramento, né un peggioramento dell’attività economica in Svizzera”. Secondo noi, questa indecisione è dovuta alle incertezze intorno all’EUR/CHF. Il franco è sempre più legato alle condizioni economiche in Svizzera, e il miglioramento visto di recente è dovuto alla ripresa dell’EUR/CHF (indebolimento del CHF). Il prospettato allentamento aggiuntivo della BCE, che dovrebbe comprendere un ulteriore abbassamento dei tassi d’interesse, già in territorio negativo, ha generato un apprezzamento del CHF contro l’euro. I mercati hanno ascoltato moltissime dichiarazioni dei banchieri della BNS sulla difesa del CHF, ma non si sa quali strumenti saranno utilizzati e se saranno davvero efficaci. In Svizzera, la fiducia del mercato nei due meccanismi di difesa principali, ovvero i tassi d’interesse negativi e gli interventi sul forex, è precaria. I tassi d’interesse negativi hanno avuto un effetto limitato nel guidare i deflussi, punendo invece gli investitori privati. Tuttavia, l’espansione massiccia del bilancio della BNS lascia intendere che un’attività sostenuta sui mercati dei cambi sia improbabile. È vero che le società elvetiche non sono crollate quando la BNS ha rimosso la “soglia” minima di cambio per l’EUR/CHF, c’è stata, tuttavia una costante erosione dell’attività economica. La BNS deve indebolire il CHF contro la valuta del suo principale partner commerciale, sebbene la strategia della banca centrale per ora non convinca i mercati.

Giovedì, 19 Novembre, 2015
 

 

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