L’AUD/USD ha compiuto un rally da 0,8788 a 0,8877. Gli indicatori di trend e momentum danno segnali contrastanti.

La Bank of Japan (BoJ) ha mantenuto invariato a 270 mila miliardi di yen l’obiettivo della base monetaria per il 2014. Sebbene solo un terzo degli economisti intervistati da Bloomberg preveda un aumento degli stimoli della BoJ fra aprile e giugno (per contrastare i potenziali effetti negativi dell’aumento dell’imposta sulle vendite dal 5,0% all’8,0% che entrerà in vigore ad aprile), la previsione media dei membri del consiglio direttivo della BoJ si attesta all’1,9% per l’IPC primario nell’anno finanziario 2015, escludendo l’aumento dell’imposta. L’USD/JPY si è ripreso da 103,97, ma poi è stato frenato dalle offerte sotto la media mobile a 21 giorni (al momento pari a 104,57). Dal punto di vista tecnico, la coppia rimane nella zona di consolidamento ribassista. Gli importatori giapponesi continuano ad acquistare a 104,00, si osservano stop sotto 103,60. Le barriere legate alle opzioni si trovano a 105,00/25/50 e a 106,00.

In Australia, nel quarto trimestre l’IPC è salito più velocemente di quanto previsto. L’IPC t/t è salito allo 0,8% (a fronte dello 0,4% previsto e dell’1,2% precedente), e ha fatto lievitare l’IPC a dal 2,2% al 2,7% nel quarto trimestre. Il rapporto sull’inflazione ha rafforzato le coppie la cui valuta base è l’AUD. L’AUD/USD ha compiuto un rally da 0,8788 a 0,8877. Gli indicatori di trend e momentum danno segnali contrastanti. Il MACD diventerebbe positivo in caso di chiusura giornaliera superiore a 0,8905 (che corrisponde anche alla media mobile a 21 giorni), s’intravedono offerte prima di 0,8900. Seguendo un andamento simile, la coppia AUD/NZD si è ripresa da 1,0576 a 1,0666. L’inclinazione rimane decisamente ribassista; continuiamo a vendere sui rally sotto 1,0745, massimo del canale di trend rialzista.

In Asia, l’EUR/USD è passato di mano nella stretta fascia compresa fra 1,3551 e 1,3580. S’intravedono venditori a 1,3575 (media mobile a 100 giorni), 1,3595/1,3600 (50,0% di Fibonacci) e 1,3665 (38,2% di Fibonacci). L’inclinazione rimane ribassista. Sotto 1,3500 si trovano gli stop.

Ieri il cable ha compiuto un rally sugli stop dopo aver infranto la resistenza a 1,6450 a New York. La coppia GBP/USD consolida i guadagni fra 1,6465 e 1,6491 in attesa dei dati sul lavoro in uscita stamane nel Regno Unito. I mercati prevedono che, a novembre, il tasso di disoccupazione a tre mesi sia sceso dal 7,4% al 7,3%. Un’eventuale sorpresa positiva dovrebbe sostenere i tori della GBP. A livello tecnico, il MACD entrerà in territorio rialzista in caso di chiusura giornaliera superiore a 1,6540. L’EUR/GBP tiene sopra la base del canale di trend ribassista. Una violazione di 0,8220/25 dovrebbe spianare la strada all’obiettivo a 0,8160 (61,8% di Fibonacci sul rally in atto da luglio a febbraio 2013). Sotto 0,82000 s’intravedono gli stop.

Oggi la BoC renderà nota la sua decisione di politica monetaria. Secondo noi, durante la riunione odierna, la BoC non taglierà il tasso, che probabilmente rimarrà all’1,00%. Tuttavia, monitoreremo con attenzione la conferenza stampa del governatore Poloz. Per quanto i toni accomodanti siano già messi in conto, cercheremo di leggere fra le righe per carpire eventuali accenni a un ulteriore accomodamento, a un intervento sui tassi e così via. Ieri, per la prima volta da marzo 2009, l’USD/CAD aveva superato brevemente il livello a 1,1000, per poi riscendere nella fascia compresa fra 1,0950 e 1,0980. Su questi livelli, le scommesse legate alle opzioni diventano negative per il CAD.

Oggi sarà pubblicato il rapporto sul debito pubblico dell’Eurozona, la BoE diffonderà i verbali della riunione del Comitato di Politica Monetaria (CPM), la Bank of Canada (BoC) annuncerà la sua decisione sul tasso e il governatore della BoC Poloz terrà la conferenza stampa di rito. Gli operatori si concentreranno sui dati sul lavoro nel Regno Unito: tasso di disoccupazione ILO a tre mesi di novembre, tasso di richieste di disoccupazione di dicembre e variazione nel numero di richieste di disoccupazione. Da seguire anche i dati su conti pubblici di dicembre nel Regno Unito; bilancia delle partite correnti di novembre in Italia; sondaggio Credit Suisse/ZEW sulle previsioni di gennaio in Svizzera e richieste di mutui MBA aggiornate al 17 dicembre negli Stati Uniti.

Mercoledì, 22 Gennaio, 2014