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In attesa della FED i mercati vanno in fibrillazione

Lunedì, 16 Marzo, 2015

Con la recente debolezza euro, ripresa costi energia, i dati EU su inflazione e prezzi consumo, sono risaliti oltre le attese, dando maggiore conforto alla ECB riguardo al rischio di deflazione. Le trattative in GRECIA proseguono, anche se la strada è unica, quella di dare aiuti finanziari ulteriori, con poca possibilità di solvibilità futura. CIPRO invece, comunica che non necessita della totalità dei finanziamenti messi a disposizione. In ASIA la congiuntura resta debole, in rallentamento, con ii principali attori, CINA, INDIA; GIAPP, SING, e quindi resta elevata la probabilità di ulteriori misure di allentamento monetario, o misure di stimolo crescita, che alimentano ottimismo sui suoi INDICI BORSA, COMMODITY. Venerdì abbiamo avuto conferma di un ampio rialzo della massa monetaria cinese. E il NIKKEI JPN ha superato 19000, massimo da aprile 2000. I temi come FOCUS principali, restano la FED con il suo rialzo TASSI, previsto graduale, e senza grandi effetti, con una politica monetaria sempre ampia, visto che la ripresa non è ai livelli pronosticati, e i consumi privati nono decollano nonostante la crescita salari, occupazione. Poi il PETROLIO, che dopo il grande crollo, continua a dare segni di ripresa, consolidamento, maggiormente fuori Usa, dove invece prosegue il livello di estremo massimo degli stoccaggi, con ampi problemi di spazio. E i produttori USA ora chiedono l’autorizzazione per exportare. Consumi deboli, offerta ampia, ma costi produzione Usa in rialzo, e ampie chiusure delle fondi di produzione. In ISR è atteso il voto per il Governo, e poi sarà la volta di UK. Da UK atteso il budget. E in BRAS ritornano le proteste, in mezzo ad una situazione economica in deterioramento, come pure in ARG, e in particolare in VEN. e UKR resta un problema latente. Con i problemi GEOPOLITICI, economie con CONGIUNTURA debole, livello DEBITI record storici, debito pubblico livelli storici, DISOCCUPAZIONE, pressione FISCO, consumi e investimenti deboli, la situazione resta tutta di elevate incertezze, con tutte le speranze rivolte alle Banche Centrali. E in URSS non si trova PUTIN, e i mercati vanno in fibrillazione, con borsa -2.5pc, anche se sono stati tagliati i tassi di 100bps (qualcuno prevedeva 200). VOLATILITà quindi destinata a durare, anche con picchi violenti. Mercoledì avremo la FED FOMC, con la decisione sui TASSI, dove si avrà probabilmente la fine del commento “pazienza” da parte di Yellen. E lunedì in discussione l’innalzamento del TETTO DEBITO USA, o blocco di attività governative. E in EU con la ripresa economica, inflazione, diventa meno necesario l’acquisto di bonds. Sul fronte DATI abbiamo avuto un rialzo della disoccupazione in CAD. negli USA, un calo marcato e inatteso della fiducia consumatori e aspettative, al minimo da 4mesi, un calo dei prezzi produzione 4.mese consecutivo, rialzo del debito di budget federale. Rialzo del debito pubblico al record storico per ITL, con conferma della ripresa inflazione. In ESP pure rialzo del debito pubblico. Recupero dei prezzi produzione in GER. Taglio dei tassi ulteriore in URSS. Molto positivo il PMI industriale in NZ, e rialzo marcato della massa monetaria in CINA. In rallentamento la produzione industriale in GIAPP, meglio uso impianti. Crollo prezzi import/export in SCOREA. E calo produzione industriale in MXN. Come risultato abbiamo avuto uno stop su rialzo INDICI, con indicatori sempre in ampio overbought, con peso in particolare sugli USA, da aspettative su tassi. YIELDS sempre sui minimi record, SPREAD sotto pressione. Da CHARTS: Un DOLL in eccesso di forza, ma sempre sostenuto, da debolezza EURO, YEN, LATAM, cedimento del CAD post dato disoccupazione, e GBP su minimo 20mesi. In calo ORO su forza dollaro, e a seguire, rinnovata pressione su PETROLIO da continui commenti negativi Usa. Deboli COMMODITY, da forza dollaro, congiuntura sempre debole globale, con calo Grano, Soia, Rame. E in rialzo il CHF dopo giorni di stabilità. Stabilità NOK con euro. Ampie vendite di EURO/YEN. Nessun effetto dalla negatività non prevista dei dati USA, né su dollaro, né su indici borse. E neppure nessun COMMENTO ufficiale, da ECB o FED, su attuale crollo EURO, e dirompente DOLL, su minimo 12 anni, 1.0480. E per il mercato il RISCHIO sembra non esistere più.

Lunedì, 16 Marzo, 2015
 

 

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