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Alan Greenspan su USA e Grecia: Euro/Dollaro ad un bivio

Martedì, 03 Marzo, 2015

A volte, chiedere un parere a un “ex” può essere d’aiuto. Un “ex” conosce la situazione, ha l’obiettività e il distacco di chi non è più coinvolto direttamente, minori conflitti d’interessi e maggior libertà di parola.
Alan Greenspan, leggendario ex Presidente della Federal Reserve (1987-2006), è stato intervistato da CNBC giovedì 26 febbraio, il giorno dopo l’audizione davanti a Senato e Camera dei Rappresentati USA di Janet Yellen, attuale Presidente della Federal Reserve.
La giornalista ha esordito chiedendo a Greenspan le sue attese per il Prodotto Interno Lordo USA “dati forti o non forti?” il giorno prima dell’uscita dei dati.
Greenspan non si attende dati forti dall’economia USA e sostiene che, nonostante il forte calo del tasso di disoccupazione, la produttività (indicatore chiave di un’economia) è scesa, i risparmi privati e gli investimenti di capitale a lungo termine delle aziende sono calati.
Una delle cose che la Fed ha fatto e che sta funzionando, dice Greenspan, è l’acquisto di Titoli (Treasuries e Mortgage Backed Securities) non per far aumentare il credito al settore privato, ma per tenere basso il livello dei tassi d’interesse, cosa che ha fatto salire le quotazioni dei mercati azionari.
Greenspan afferma che il mercati stanno andando bene, l’economia no. Tuttavia, tenendo conto dell’attuale livello dei tassi d’interessi (prossimi allo zero o leggermente negativi), l’Equity Premium (il rendimento aggiuntivo che le azioni danno rispetto al tasso privo di rischio) è nella media.
I rendimenti sui minimi dei Titoli a lunga scadenza (il Trentennale USA rende il 2,61% il Trentennale Germania lo 0,97%) indicano che l’economia è debole.

Martedì, 03 Marzo, 2015
 

 

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