“Il recente e sorprendente rallentamento accusato dall’economia statunitense conferma che il superamento della crisi economica internazionale è ancora incerto”, ha spiegato Maurizio Novelli, portfolio manager global macro di Lemanik Asset Management, in occasione del workshop sui mercati finanziari organizzato a Milano. “Mentre la Cina trascina l’Asia in una fase di rallentamento strutturale, l’Europa punta sulla svalutazione competitiva per recuperare quote di domanda che l’economia interna non fornisce più da tempo”, rileva l’esperto secondo cui “sia le politiche monetarie espansive sia le svalutazioni competitive perdono lentamente efficacia con il passare del tempo e procurano effetti collaterali che non devono essere sottovalutati”.

“Il rallentamento USA rischia di danneggiare la crescita internazionale e, se la crescita internazionale rallenta, chi svaluta per cercare di esportare di più, si ritrova a fronteggiare un calo della domanda proprio quando invece dovrebbe beneficiarne”. In sostanza, evidenzia Novelli “le svalutazioni competitive funzionano solo se la domanda globale è in crescita e se anche gli altri non svalutano (vedi Giappone ed EM)”.

Questa volta colpisce il fatto che “gli Stati Uniti non riescono più a reggere un Dollaro forte come invece accadeva nei precedenti cicli di espansione dell’economia USA, quindi la domanda Americana di beni e servizi a livello mondiale non è più quella di prima e non è così certo che la crescita del secondo semestre sarà decisamente migliore”.

Mercoledì, 27 Maggio, 2015