Il settoriale Eurostoxx delle banche e' quello che piu' di ogni altro e' in grado di fornire segnali anticipatori sulle prospettive di andamento della borsa.

Il settoriale Eurostoxx delle banche e' quello che piu' di ogni altro e' in grado di fornire segnali anticipatori sulle prospettive di andamento della borsa. I mercati sono infatti al momento molto sensibili a tematiche inerenti l'operato della Bce ed il loro giudizio sulla gestione della crisi dell'area dell'euro si riflette in modo plateale sulle quotazioni degli istituti di credito. Il balzo in avanti del settoriale del 25 agosto (+2,3%) in scia all'intervento di Mario Draghi a Jackson Hole dove il presidente della BCE aveva ipotizzato nuove misure non convenzionali di politica monetaria per contrastare la bassa inflazione ed il successivo ripiegamento (-1,86% il 28 agosto) dopo le dichiarazioni del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo cui l'intervento di Mario Draghi a Jackson Hole, dove il presidente della BCE è sembrato a molti aprire a una flessibilità delle politiche di bilancio, e' stato male interpretato, ne sono la prova. Da notare inoltre che il settore Banche Area Euro ha surclassato sia l'indice del settore Banche Europa (sovraperformance di +14% a 1 anno e di +14% a 2 anni), sia l'indice del mercato dell'Area Euro (sovraperformance di +13% a 1 anno e di +24% a 2 anni). Ecco quindi che la notizia che dal 3 settembre sarà quotato anche in Italia il Lyxor UCITS ETF EUROSTOXX BANKS (BNKE IM), il 1° ETF di Borsa Italiana che permetterà di investire sul settore bancario dell'Area Euro appare interessante. Lo strumento, già quotato su NYSE Euronext a febbraio 2014, ha riscontrato grande interesse presso gli investitori, arrivando a raccogliere oltre Eur 100 milioni in pochi mesi. Salgono così a 44 gli ETF settoriali di Lyxor tra i quali spicca, da anni, la famiglia dei 18 ETF settoriali sull'Europa. Il risultato finale delle forze che hanno interessato l'indice nelle ultime sedute e' ancora incerto, in base ai prossimi sviluppi del settoriale si potra' capire quale strategia operativa tenere con il nuovo Etf: i massimi del 27 agosto a 149,37 si collocano infatti sulle medie mobili a 100 e 200 giorni, in transito molto vicine tra loro in quell'area, e di norma fino a che i prezzi stazionano al di sotto di questi indicatori e' impossibile dare una giudizio positivo sulla tendenza. Le due resistenze restano comunque vicine, basterebbe uno sforzo ridotto per superare area 149,50 e candidarsi quindi al recupero dei massimi dell'anno di quota 163,34. Sotto area 141 l'indice rischierebbe invece il ritorno sui minimi di agosto a 133,34, ultimo sostegno ad impedire il test a 129,70 della base del canale rialzista che contiene l'andamento dei prezzi dai minimi di luglio 2012. Il Lyxor UCITS ETF EUROSTOXX BANKS, armonizzato UCITS IV, ha un costo (TER) di 0,30% all'anno, capitalizza i dividendi, si espone a 30 banche (di cui 9 italiane), non ha un rischio di cambio ed è pesato significativamente su Spagna (39%), Francia (21%) e Italia (21%). Le 9 banche italiane rappresentate sono: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca MPS, Banco Popolare, UBI, Mediobanca, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Sondrio. Marcello Chelli, referente per i Lyxor ETF in Italia, ha commentato: "Negli ultimi 2 anni il nostro storico ETF sul settore Banche Europa ha più che raddoppiato il proprio patrimonio, sfiorando la soglia degli 800 milioni di Euro. Alla luce di questo si è deciso di lanciare anche un ETF sul sottoinsieme delle Banche Area Euro che ha raccolto 100 milioni di Euro in pochi mesi, grazie agli eccellenti rendimenti del settore (+31% a 1 anno e +63% a 2 anni)". Secondo Jeanne Asseraf-Bitton, Head of Global Cross Asset Research di Lyxor AM: "Lo scenario successivo alla crisi finanziaria e la debolezza economica dell'Area Euro hanno mantenuto la valutazione delle banche sotto pressione, specialmente nei paesi periferici. I risultati della AQR – Asset Quality Review (revisione della qualità degli attivi) saranno divulgati entro la seconda metà di Ottobre. Questi potrebbero svelare ulteriori ristrutturazioni da finalizzare nelle banche minori ed innescare quindi ulteriore volatilità, ma in generale è probabile che il premio al rischio delle banche rifletterà il miglioramento del rischio di credito e della trasparenza. La AQR copre sia il business core sia il business non-core e potrebbe portare ad una migliore valutazione della somma dei due. Permangono significativi macro rischi in Europa, ma secondo noi i fondamentali del settore sono promettenti. Nel breve periodo, la crescente probabilità di una mossa della BCE (della quale il settore bancario sarebbe il principale beneficiario) potrebbe innescare un po' di ripresa".

(AM)

Martedì, 02 Settembre, 2014