Gli operatori scommettono su nuove misure espansive della Bce e spingono l’azionario del vecchio continente. Londra ha terminato con un rialzo dello 0,92% a 6.152,88 punti, il Cac40 è salito dell’1,22% a 4.406,84 punti e l’Ibex grazie a un +1,77% si è spinto a 8.611 punti. In evidenza il Dax, cresciuto del 2,34% a 9.717,16.

Bancari sotto pressione causa il tonfo di Barclays (-8,11%) che ha visto l’utile lordo scendere del 9% e, restando nella City, -2,80% di Glencore che ha chiuso l’esercizio con un rosso di 4,96 miliardi di dollari, contro i +2,3 miliardi del 2014. Andamento diametralmente opposto per il London Stock Exchange Group (+7,13%) in scia dell’interessamento dell’Intercontinental Exchange.

In agenda macro il tasso di disoccupazione di Eurolandia, sceso al 10,3% dal 10,4% di dicembre, e il Pil italiano, salito dello 0,8% nel 2015. Il Pmi manifatturiero dell'area euro a febbraio si è attestato a 51,2 punti, contro i 52,3 punti di gennaio, mentre quello relativo la Gran Bretagna è sceso da 52,9 a 50,8 punti. Indicazioni sopra le stime quelle arrivate dall’Ism manifatturiero statunitense (49,5 punti) e dalle spese per costruzioni (+1,5% m/m).

Martedì, 01 Marzo, 2016
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