S&P 500 e Italia a nuovi massimi doop Draghi, ma il NASDAQ scivola nel finale dando un primo segnale di deterioramento del trend. Il rialzo degli emergenti comincia ad assumere una forma superiore al semplice rimbalzo. materie prime in stabilizzazione di medio senza variazioni di trend

Due gli eventi chiave della settimana: prima l'apertura di Draghi a politiche monetarie più espansive per l'Europa (senza fornire dettagli precisi) e poi venerdì il dato Usa sull'occupazione, sostanzialmente in linea con le attese. I mercati hanno festeggiato trovando nuovi massimi storici o di periodo, ma venerdì, dopo la chiusura delle borse europee, abbiamo assistito ad un rapido ritracciamento degli indici USA, che getta qualche piccola ombra sul proseguo del trend nel breve.

Usa: S&P guadagna lo 0,4% dopo aver fatto nuovi massimi poco sotto i 1900 punti. Disegna quella che appare una possibile candela di inversione, ma la posizione di partenza e la conformazione fanno propendere a mio avviso più per una ulteriore candela di stabilizzazione. In caso di proseguimento del ribasso, primi supporti poco sotto in area 1830, e a 1800 il supporto principale in chiusura settimanale.

Molto più debole il Nasdaq 100, che perde lo 0,8% ma che si rimangia nelle ultime 6 ore di venerdì tutto il guadagno accumulato in settimana (chiusura venerdì-2,7%). Qui la situazione appare più deteriorata con la rottura della trend line rialzista, e sono probabili estensioni del ribasso fino alla fascia di supporto tra 3500 e 3400. Assumono ancora maggiore valenza le resistenze di 3700 punti

Europa: le parole di draghi, che finalmente ammette il rischio deflazione, dà nuova benzina alle borse europee e ai periferici in particolare. Certo per il momento è solo un annuncio, ma ai mercati per ora è bastato. Eurostoxx +1,8% a nuovi massimi, Dax relativamente più debole (1,1%) e poi Spagna (3,4%, nuovi massimi) Francia (1,6%) e Portogallo (1,3%). Il Dax in particolare supera le resistenze di breve indicate la scorsa settimana e si riporta in prossimità dei massimi storici, ormai a poca distanza. I prezzi sembrano quindi di nuovo impostati al rialzo, ma da notare che non è stata rotta al rialzo la divergenza dell'RSI. Necessario un immediato proseguimento, con eventuali primi supporti a 9500.

Italia: nuovi massimi di periodo per l'indice, che chiude a +3,1% sui 22.200 punti, superando le precedenti resistenze. A questo punto livelli decisamente cambiati, con nuovo supporto in area 21200 (dove tra l'altro vi è un gap sul grafico giornaliero), e prossimo livello di resistenza in area 22500/23000

Asia principali: in evidenza ancora Turchia (5%) e Russia (+4%) aiutate anche dall'improvviso oblio (per i media, almeno) della questione Crimea e dal rafforzamento delle rispettive valute. In particolare l'indice turco rompe al rialzo la resistenza dettata dalla trend line ribassista di medio periodo (e recuperando il trend di lungo, precedentemente violato) e sembra avviarsi verso il nuovo livello di verifica, situato in zona 73-74000. Da trovare ora il giusto timing di entrata su una posizione che diventa interessante. Bene anche il Giappone (2,5%), mentre neutra l'india che stabilizza sui massimi. Cina (0,8%) ancora poco reattiva sui supporti.

Asia periferici: complessivamente bene la periferia, con Tailandia (+1,69%) ed Indonesia (+1,9%) che proseguono il rialzo. Stabile il Vietnam (-0,2%), non cambia la situazione positiva vista le settimane passate.

Latin America: continua il rally del Brasile, che cresce ancora del 2,6% in settimana. Bene anche il Messico (+1,4%) che potrebbe cominciare a beneficiare seriamente dei segnali positivi che arrivano dai vicini USA. Guardando alla grafica del Bovespa, prezzi in avvicinamento alla resistenza dinamica (trend line ribassista di lungo periodo), situata ora approssimativamente in area 53.000

Metalli industriali: settimana senza chiare indicazioni dal gruppo, con prezzi che tentano di reagire ma senza troppa convinzione. Prosegue bene il rialzo del Nickel (+3,9%) e parzialmente dello Zinco (+1,5%), mentre stabile il Piombo e debole al momento il Rame (-0,5%). Per il Rame l'impressione è che dopo la brusca caduta abbia bisogno di stabilizzarsi prima di prendere la via del rialzo. Prezzi ora all'interno del canale ribassista senza chiare indicazioni. In prospettiva comunque molto interessante se dovesse raggiungere un nuovo minimo poco sotto il più recente (bordo inferiore del canale).

Metalli preziosi: settimana moderatamente positiva per l' Oro (+0,5%) che raggiunge nuovi minimi a 1275 per poi rimbalzare. Anche Argento poco sopra la parità e vicina ai minimi storici. Situazione tecnica al momento neutrale, con i prezzi a metà strada tra i supporti e le resistenze di medio periodo. Nel breve possibile qualche rimbalzo, ma evidentemente senza un chiaro trend per posizioni di medio-lungo periodo.

Agricoli: situazione variegata, con Mais (+2,4%) e Soia (2,6%) che sembrano aver ripreso la strada del rialzo. Bene ancora il Caffè (+2,4%) e negativo invece il Frumento (-3,7%) e lo Zucchero (-3,5%). Guardando al Mais (Corn), particolarmente interessante la figura grafica, con rottura settimanale delle resistenze di area 490, e possibile obiettivo in area 550 (supporto 460).

Eur/USD: ancora moderato decremento, ma senza grandi scossoni. La coppia mantiene in chiusura 1,37 e non è escluso qualche rimbalzo nel breve. Prezzi che sembrano comunque dirigersi verso l'area di supporto di 1,36, dove sarà eventualmente importante vedere la natura dei segnali.

Lunedì, 07 Aprile, 2014