Piazza Affari ha chiuso in ribasso una seduta attendista alla vigilia dell’Eurogruppo e a poche ore dalla conferenza stampa di Janet Yellen. Sul fronte greco non si vedono schiarite dopo lo stop alle trattative tra Atene e i creditori internazionali. Il premier Alexis Tsipras ha dichiarato di essere pronto a rifiutare un cattivo accordo, mentre la Banca centrale ellenica ha fatto sapere che il mancato raggiungimento di un'intesa segnerebbe l'inizio di un percorso doloroso che porterebbe inizialmente ad un default della Grecia e, infine, all'uscita del Paese dalla zona euro e, molto probabilmente, dall'Unione Europea. Oltreoceano si aspettano invece maggiori dettagli sulla tempistica del primo rialzi dei tassi da parte della Fed, che per il 47% del consensus Bloomberg arriverà a settembre. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,70% a 22.225 punti.

Mps (+4,76% a 1,87 euro) ha proseguito la corsa a Piazza Affari dopo l’aumento di capitale da 3 miliardi di euro che apre le porte per il capito aggregazioni. Tra le altre banche gli acquisti hanno premiato anche Banco Popolare (+0,48% a 14,42 euro). In negativo sono invece finite Popolare dell’Emilia Romagna (-1,39% a 7,405 euro), Popolare di Milano (-0,66% a 0,902 euro), Intesa SanPaolo (-0,88% a 3,126 euro) e Unicredit (-1,72% a 5,975 euro). Ben comprata A2A (+1,94% a 1,099 euro) in scia alle indiscrezioni de Il Sole 24 Ore secondo cui la multiutility lombarda avrebbe siglato una lettera d’intenti con Linea Group Holding (LGH) finalizzata a un’integrazione di carattere industriale. Restando nel comparto energetico Eni (-0,06% a 15,74 euro) e Enel (-0,14% a 4,122 euro) hanno azzerato i guadagni sul finale di seduta dopo una giornata trascorsa in positivo. Bene anche Telecom Italia (+0,45% a 1,11 euro) in scia alle indiscrezioni riportate da Reuters secondo cui Vivendi starebbe pensando di rafforzare la sua quota nel gruppo tlc al 10-15%.

Mercoledì, 17 Giugno, 2015