Rimbalzo per Piazza Affari dopo la debolezza della vigilia. L'indice Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni in progresso dello 0,75% a quota 21.612 punti. Il listino milanese ha trovato sponda nell’intonazione positiva in avvio di giornata di Wall Street.
A fare la voce grossa sono stati soprattutto i titoli finanziari. Tra le banche spicca il balzo del 4,43% a 0,995 euro di Bpm; in evidenza anche le due big Intesa Sanpaolo (+2,47%) e Unicredit (+1,06%). Su quest'ultima si segnalano le dichiarazioni del ceo Federico Ghizzoni. Il numero uno del gruppo ha anticipato che a fine agosto il CET 1 fully loaded risulta del 10,57% dal 10,37% di fine giugno. Volgendo al risparmio gestito, si è distinta oggi Azimut (+2,42%) nonostante gli analisti di Equita temano un nuovo sell-off sul comparto soprattutto per i titoli che presentano un’elevata incidenza delle commissioni di performance sul conto economico.
In prima fila anche Telecom Italia (+1,12%) su cui RBC ha alzato il rating a outperform con prezzo obiettivo salito da 1,25 a 1,35 euro. Si è invece sgonfiata progressivamente Fca che ha chiuso invariata a 12,14 euro dopo un avvio scoppiettante in scia ai dati sulle immatricolazioni di agosto in Italia che hanno visto il Lingotto crescere più del mercato con un +12,7%. La quota di mercato è stata del 28,03%, mezzo punto percentuale in più rispetto all'agosto 2014.
In affanno oggi i titoli petroliferi complice l'arretramento delle quotazioni del petrolio. A pagare maggiormente dazio è stata Saipem con un calo di quasi il 5% a quota 8,005 euro. Male anche Tenaris (-1,39%). Ieri le quotazioni del petrolio avevano ripreso a scendere con decisione dopo il rally di circa il 25% delle tre sedute precedenti e oggi la debolezza è proseguita complice anche il balzo delle scorte di greggio negli Usa (+4,667 mln nella settimana al 28 agosto).

Mercoledì, 02 Settembre, 2015