Martedì difficile per Piazza Affari che si è uniformata all'andamento negativo dei listini mondiali complici i rinnovati timori per l'economia cinese. L'indice Ftse Mib ha ceduto in chiusura il 2,24% a quota 21.451 punti. Ancora deboli indicazioni da Pechino: l'indice Pmi manifatturiero cinese si è attestato ad agosto a 49,7 punti, dai precedenti 50, sui minimi degli ultimi 3 anni. Intervenendo da Jakarta, la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, ha sottolineato che la crescita globale rimarrà moderata e probabilmente più debole delle previsioni dell'Fmi dello scorso luglio. In merito alla Cina, Confortanti invece le indicazioni arrivate dall’Italia con il Pil cresciuto più del previsto nel secondo trimestre dell’anno (+0,3% t/t e +0,7% a) e la disoccupazione è scesa con decisione al 12% a luglio, sui minimi a due anni.
Il fattore Cina ha pesato oggi sui testimonial del settore del lusso maggiormente dipendenti dalle vendite nel paese asiatico. Moncler ha ceduto il 3,53% a 15,56 euro; flessione del 2,24% a 23,56 euro per Salvatore Ferragamo con il mercato cinese che rappresenta una quota superiore al 20% del fatturato della maison fiorentina. Male anche Luxottica (-2,7%). In calo anche i titoli oil in scia al ritracciamento del petrolio dopo il rally degli ultimi giorni di agosto. Le vendite hanno fatto capolino anche su Eni (-1,7% a 14,38 euro) che si era distinta in positivo nella prima parte della giornata sull’onda lunga delle attese per i risvolti positivi, anche sul fronte dividendi, della maxi-scoperta di gas in Egitto.
Seduta ribassista anche per Fiat Chrysler Automobiles (Fca) che ha ceduto oltre 3 punti percentuali 12,14 euro. Il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne non ha cavalcato le buone indicazioni arrivate dal mercato dell'auto negli Usa e in Francia ad agosto. FCA ha riportato vendite superiori alle attese negli Stati Uniti con un progresso del 2% su base annua grazie soprattutto al mese record del marchio Jeep (+18%).

Martedì, 01 Settembre, 2015