Nonostante il rally delle piazze asiatiche, chiusura di ottava con il segno meno per il listino milanese. In attesa di indicazioni dal vertice dei banchieri centrali di Jackson Hole e alla luce dei forti rialzi di ieri il Ftse Mib ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un rosso dello 0,93% a 21.993,74 punti.

Nel corso della prima parte il Tesoro italiano ha collocato Btp al 2020 per 2 miliardi di euro allo 0,84%, in lieve aumento rispetto allo 0,77% dell’asta precedente. Il bid-to-cover è passato da 1,62 a 1,53. Leggero aumento anche per rendimento del decennale, in crescita dall’1,83 all’1,95 per cento. Il tasso di copertura dei titoli, collocati per 4 miliardi di euro, si è attestato a 1,38, dall’1,42 dell’asta precedente. In fase di stabilizzazione lo spread Btp-Bund, sostanzialmente stabile in quota 120 punti, e il cambio eurodollaro, poco mosso a 1,1229 usd.

Per quanto riguarda il fronte macro, in linea con le stime la crescita britannica del secondo trimestre (+0,7%) e l’indice che misura l’andamento dei redditi statunitensi (+0,4% m/m a luglio). Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, peggio delle attese le spese dei consumatori (+0,3%) e il sentiment dei consumatori misurato dall’Università del Michigan (91,9 punti contro i 92,9 della stima preliminare).

A Piazza Affari spicca il tonfo del titolo Salvatore Ferragamo (-5,64% a 24,58 euro) all’indomani di conti semestrali. Nonostante risultati giudicati sostanzialmente in linea con le stime, il titolo della maison ha pagato pegno all’andamento del secondo trimestre, valutato leggermente deludente, e alla guidance sul fatturato. Deboli i bancari: lettera sul Banco Popolare (-2,15% a 15,49 euro), su Intesa Sanpaolo (-1,99% a 3,24 euro), Unicredit (-0,93% a 5,84 euro), Bpm (-1,3% a 0,95 euro) e Mediobanca (-1,04% a 9,02 euro). In controtendenza Mps (+0,37% a 1,88 euro). Dalle comunicazioni Consob emerge che Ubs Group detiene il 2,259% del capitale dell’istituto senese mentre Norges Bank possiede il 2,001%.

Sotto la parità anche Exor (-0,93% a 41,38 euro) nel giorno dei conti. La holding ha chiuso il primo semestre 2015 con un utile consolidato di 219,3 milioni, quasi quattro volte i 57,4 milioni del primo semestre 2014. La variazione positiva deriva principalmente, riporta la nota della società, “dalle maggiori plusvalenze realizzate nel semestre su cessioni di partecipazioni”.

In luce Saipem (+4,16% a 8,38 euro) in scia dell'aggiudicazione di due nuovi contratti in Kuwait per un valore complessivo di 1,3 miliardi. Denaro anche su Eni (+0,49% a 14,41 euro) e Tenaris (+2,47% a 11,61 euro), su cui il Credit Suisse ha alzato la raccomandazione da “underperform” a “neutral”.

Venerdì, 28 Agosto, 2015