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Le Banche centrali guidano i mercati asiatici. Il Nikkei 225 guadagna lo 0,65% e la Cina va in altalena

Lunedì, 26 Ottobre, 2015

I mercati asiatici riaprono l'ottava come avevano chiuso la precedente: in rally. A spingere il generalizzato guadagno dei listini della regione (la sola piazza in controtendenza è stata per lo meno inizialmente quella di Sydney) è stato soprattutto l'annuncio a sorpresa di venerdì della People's Bank of China, che ha tagliato nuovamente i tassi d'interesse di 25 punti base portandoli al 4,35% (all'1,5% quello sui depositi). Si tratta del sesto taglio dal novembre dello scorso anno. Il trend positivo è stato però anche aiutato dalla performance di Wall Street venerdì, spinta al rialzo dai titoli di colossi tecnologici come Alphabet (Google), Microsoft e Amazon (il Nasdaq ha chiuso con un balzo del 2,27%). L'Msci Asia Pacific, Giappone escluso, è in rally di oltre l'1% dopo avere recuperato oltre il 10% del suo valore dai minimi in due anni segnati meno di un mese fa. In assenza di dati macroeconomici per i principali mercati asiatici, i riflettori sono puntati sul meeting di quattro giorni del Comitato centrale del Partito comunista cinese, che dovrebbe varare il nuovo piano economico quinquennale per il Paese. I mercati cinesi hanno aperto in progresso, tutto sommato limitato, anche se nel corso della seduta Shanghai Composite, Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite hanno superato abbondantemente il punto percentuale di guadagno. Avvicinandosi la chiusura, però, le performance hanno virato in territorio negativo (sostanzialmente in parità per Shanghai) per poi riaffacciarsi di nuovo in positivo.

A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso dello 0,65% (dopo avere sfiorato un guadagno dell'1% e avere superato quota 19.000 punti per la prima volta in oltre due mesi in intraday) al traino di titoli di grandi esportatori come Hitachi e Panasonic (apprezzatisi di oltre il 6%). Bene anche Toshiba e Sony (in progresso del 3,55% e del 2,54% rispettivamente), su indiscrezioni stampa secondo cui la conglomerata giapponese si preparerebbe a cedere alla connazionale il business nei sensori d'immagine per 20 miliardi di yen (150 milioni di euro), all'interno del piano di dismissioni resosi necessario dopo lo scandalo contabile che l'ha colpita, e che aveva portato in maggio al rinvio della presentazione del bilancio 2015 (esercizio chiusosi il 31 marzo) e in luglio alle dimissioni del chief executive Hisao Tanaka e di altri sette dei 16 membri del board. A sostenere i corsi di Tokyo sono anche le aspettative di un ampliamento del programma di quantitative easing da parte della Bank of Japan (BoJ), nel corso del meeting di questa settimana. Lo yen è scivolato ai minimi da fine agosto sul dollaro, per poi recuperare terreno.

Lunedì, 26 Ottobre, 2015
 

 

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