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La Bce spinge al ribasso anche l'Asia. Tokyo perde il 2,18%

Venerdì, 04 Dicembre, 2015

I mercati asiatici non sfuggono alla tendenza negativa iniziata nella seduta di giovedì in Europa e innescata dagli stimoli annunciati dalla Banca centrale europea (Bce) che hanno deluso le aspettative sia in termini di tassi d'interesse (tagliati da -0,2% a -0,3% contro il -0,4% atteso) che per quanto riguarda gli acquisti di bond, programma esteso di sei mesi, fino al marzo 2017, ma confermato a 60 miliardi di euro mensili, contro i 70 miliardi previsti dagli economisti. Dopo le perdite del 2-3% segnate dai listini europei giovedì, e quelle più limitate di Wall Street (i tre principali indici Usa si sono deprezzati di circa l'1,5%), alla riapertura degli scambi in Asia il declino è proseguito. L'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, ha toccato una perdita dello 0,8% portando in negativo la performance nell'intera ottava. Il primo effetto delle decisioni della Bce è stato un deciso apprezzamento dell'euro nei confronti del dollaro, ma anche le altre principali valute (dallo yen, alla sterlina, fino allo yuan) si sono apprezzate nei confronti della divisa Usa. Il petrolio ha recuperato terreno visto il pessimismo emerso a Vienna da parte dei membri dell'Opec sull'accordo per modifiche alle quote produttive. Anche l'oro si è rafforzato in overnight ma i corsi erano sostanzialmente piatti sui mercati asiatici.

A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso con una perdita del 2,18% (nel maggiore declino di giornata registrato da fine settembre), portando all'1,9% la flessione nell'ottava. Tra i peggiori performer i titoli dei grandi esportatori (Toyota e Canon su tutti), penalizzati dal rafforzamento dello yen, ma con quasi il 5% di declino in fondo all'indice nipponico è scivolato Japan Steel. Sul fronte macro, l'Ufficio di Gabinetto nipponico ha comunicato che nel mese di novembre l'indice della fiducia dei consumatori in Giappone è cresciuto a 42,6 punti da 41,5 punti di ottobre (40,6 in settembre). Il dato, sotto alla soglia di 50 punti che separa fiducia da pessimismo sin dal marzo 2006, è comunque il più elevato dal novembre 2013 ed è migliore rispetto ai 41,8 punti del consensus. Seduta decisamente negativa anche per Sydney, con l'S&P/ASX 200 che segna una perdita dell'1,46% al termine degli scambi. Più limitato il declino della piazza di Seoul (il Kospi si deprezza dello 0,99%).

Venerdì, 04 Dicembre, 2015
 

 

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