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I cacciatori di affari si posizionano sui petroliferi

Martedì, 28 Luglio, 2015

Il collasso della scorsa settimana che ha portato l’oro ai sui livelli più bassi negli ultimi 5 anni, il platino e lo zucchero ai rispettivi minimi negli ultimi 6 anni e i petroliferi in fase discendente mette in evidenza quale sia attualmente il sentiment negativo intorno alle asset class. La Banca Mondiale nel suo ultimo commodity market outlook ha pronosticato una caduta di tutti i prezzi del comparto commodity per quest’anno con un evidente eccezione per il petrolio che dovrebbe salire grazie ad un incremento della domanda. Il rapporto evidenzia come vi sia un surplus dell’offerta, e nel caso delle commodity industriali, la debole domanda ne guiderà il declino. I dati manifatturieri cinesi (PMI) sono crollati ai minimi negli ultimi 15 mesi e anche l’output dell’industria tedesca si è inaspettatamente raffreddato indicando segnali evidenti di una domanda calante. Crediamo che il crollo dell’8,5% di lunedì della borsa di Shangai, il più basso livello toccato dal 2007 spingerà le autorità cinesi ad incrementare ulteriori stimoli che fanno ben sperare per i metalli industriali e preziosi.

Il crollo dei prezzi del petrolio attrae i cacciatori di affari. Questa settimana l’ETFS WTI Crude Oil Classic (CRUD) e l’ETFS Leveraged WTI Crude Oil (LOIL) sono stati testimoni della terza settimana consecutiva di afflussi, rispettivamente di 20 milioni di dollari americani e di 13 milioni di dollari americani. Fattori tipicamente stagionali riducono le riserve intorno a questa parte dell’anno ma l’aumento delle scorte di 2,5 milioni di barili ha sfidato la previsione dei 2,3 milioni in diminuzione. Gli investitori continuano a raccogliere scommesse di un'inversione di prezzo del petrolio greggio WTI da quando il prezzo si è assestato al di sotto di 50$ al barile per la prima volta dall'inizio di aprile di quest'anno. Noi crediamo che la recente debolezza dei prezzi incoraggerà i produttori di petrolio a limitarne l’offerta. Un recente studio di Wood Mackenzie indica un taglio di 200 miliardi di dollari americani negli investimenti nell’industria, soprattutto per gli alti costi di produzione dei Paesi non OPEC, che porteranno a minori forniture in futuro.

Martedì, 28 Luglio, 2015
 

 

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