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HIMTF: reazioni scomposte sui bond con Draghi, ma già si vedono segnali di riequilibrio

Venerdì, 04 Dicembre, 2015

Ieri le parole del presidente della Bce Mario Draghi non sono certo passate inosservate e movimenti scomposti e violenti hanno caratterizzato i bond sovrani europei con lo spread BTP/Bund in volo da circa 100 a 132 punti e poi in ripiegamento graduale a 116 e quindi di nuovo in area 100. I rendimenti dei maggiori titoli sovrani Ue (con la parziale eccezione del Bono iberico il cui yield però segna importanti rialzi stamane) al contempo hanno segnato balzi di 10-20 punti base con movimenti che per ampiezza e rapidità non si vedevano da tempo. Gli esperti di HIMTF attribuiscono soprattutto alla mancanza di un intervento sulle dimensioni degli acquisiti mensili della BCE (lasciati a 60 miliardi di euro al mese) la reazione che ha accompagnato le parole di Draghi nonostante l'estensione temporale del QE stesso al marzo 2017 e il taglio sui tassi di depositi presso la banca centrale europea.

Sicuramente resta sul tavolo il sospetto che la speculazione, i meccanismi di trading algoritmico e certe strutture di mercato arbitraggiste abbiano giocato un ruolo importante, ma stamane la situazione, almeno sui mercati obbligazionari sembra in cauto riequilibrio.

I volumi ieri sono senz'altro aumentati e il forte scossone subito dai mercati azionari si è ripercosso sul corporate. Fa riflettere sicuramente il fatto che diversi osservatori hanno notato come l'ampliamento della platea di titoli acquistabili dal parte dell'Eurotower al debito regionale e locale possa facilitare il proseguire simmetrico degli interventi. Ultimamente infatti alcune tranche del debito pubblico sembravano poco liquide e in qualche maniera l'allargamento della platea facilità il prosieguo del QE.

Con maggiore malizia qualcun altro ha evidenziato che questa volta, data la mancata unanimità delle decisioni prese dalla Bce e il riconsolidamento del fronte baltico alla Bundesbank nella promozione di manovre meno espansive potrebbero avere avuto la meglio su quanti auspicavano un potenziamento del QE oltreché una sua estensione.

Venerdì, 04 Dicembre, 2015
 

 

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