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Greggio in frazionale recupero, l'Arabia Saudita mantiene l'ancoraggio al dollaro

Mercoledì, 26 Agosto, 2015

Sulla piattaforma dell'Ice si assiste a qualche limitato recupero per i prezzi del greggio al giro di boa. Il future sul Brent segna un rialzo dello 0,16% a 43,28 dollari al barile, mentre il future sul WTI guadagna lo 0,1% e torna a 39,35 dollari.

La svalutazione dello yuan da parte della Cina, che ha avviato gli ultimi crolli di borsa, è stata seguita ieri dal taglio dei tassi di interesse della banca centrale della Repubblica Popolare al 4,6% e da un taglio delle riserve regolamentari imposte alle banche (per le grandi il reserve ratio passa al 18%, ossia la liquidità degli istituti deve coprire il 18% dei depositi). Anche il Kazakhstan *è intervenuto svalutando la propria valuta a seguito dell'abbandono dell'ancoraggio al dollaro. Questo ha fatto ipotizzare che presto altri Paesi del petrolio in Medioriente potessero abbandonare il legame con la valuta Usa (nella quale il greggio viene contrattato), ma Ahmed Abdulkarim Alkholifey (Deputy Governor For Research and International Affairs della banca centrale saudita SAMA) ha confermato l'intenzione dell'Arabia Saudita *di mantenere l'ancoraggio al dollaro (3,75 riyal per dollaro), anche se non è detto che anche gli altri Paesi dell'area mantengano questa posizione.

La recente notizia del ritorno di Riyad sul mercato del debito internazionale con bond da 27 miliardi di dollari ha infatti posto l'attenzione degli operatori sull'impatto dei cali del prezzo del greggio potrebbe avere per l'Arabia, anche se una svalutazione del Riyal saudita potrebbe avere effetti negativi sul potere di acquisto della popolare che per cibo, acqua e altro deve affidarsi all'import.

(GD)

Mercoledì, 26 Agosto, 2015
 

 

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