Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso in scia alle continue turbolenze sulla Borsa cinese, che oggi ha perso circa 3,5 punti percentuali. Turbolenze che si sono avvertite su tutti i mercati internazionali, sulle valute emergenti e sulle materie prime. Questa mattina la Banca centrale cinese è intervenuta nuovamente immettendo nel sistema bancario liquidità per circa 20 miliardi di euro. Il listino milanese, che viaggiava già in negativo, ha aumentato le perdite dopo l'avvio negativo di Wall Street e in scia agli ultimi sviluppi in Grecia. Questa sera alle 19 il premier Alexis Tsipras dovrebbe rassegnare le dimissioni e annunciare le elezioni anticipate per la metà di settembre. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha perso il 2,59% a 22.378 punti. La soglia dei 22.500 punti non veniva violata al ribasso dallo scorso 9 luglio.

Non si è arrestato il copioso flusso di vendite sui titoli del comparto del lusso, che nei giorni scorsi ha dimostrato di essere il più sensibile alle turbolenze in arrivo dalla Cina: Salvatore Ferragamo ha ceduto il 3,33% a 26,10 euro, Luxottica il 3,53% a 61,45 euro, Moncler il 4% a 16,30 euro. Male anche le banche, che ieri avevano retto l’urto ribassista: Montepaschi ha perso il 2,84% a 1,878 euro, Intesa SanPaolo il 3,58% a 3,28 euro, Ubi Banca il 2,43% a 7,21 euro, Unicredit il 2,74% a 6,015 euro. Pesante Buzzi Unicem (-3,81% a 15,65 euro) in scia alle rinnovate preoccupazioni sull’economia russa fortemente penalizzata dalla continua discesa del petrolio. Il rublo sta inoltre vivendo una nuova fase ribassista nei confronti di dollaro ed euro. Nel secondo trimestre il Pil di Mosca ha mostrato una contrazione del 4,6 per cento. La società del cemento genera in Russia circa il 15% del suo Ebitda e l’8% dei ricavi.

In rosso i due colossi pubblici dell’energia: Eni ha lasciato sul parterre l’1,67% a 14,68 euro, mentre Enel è arretrata del 2,45% a 4,058 euro. Ansaldo STS (++0,52% a 9,50 euro) si è salvata dalle vendite a Piazza Affari dopo il via libera dell’Antitrust cinese alla cessione della società genovese alla giapponese Hitachi. Ora, come scrive Il Corriere della Sera, manca il passaggio all’assemblea di Andaldo che dovrebbe essere convocata per il primo ottobre. Come riporta il quotidiano di via Solferino, nello stesso giorno verrà presentata l’offerta di Hitachi per l’Opa, prevista secondo gli accordi raggiunti lo scorso febbraio. Il prezzo pagato dal colosso giapponese per Ansaldo STS è pari a 9,65 euro ma i consiglieri indipendenti starebbero spingendo per ottenere un prezzo più alto, almeno superiore ai 10 euro per azione.

Giovedì, 20 Agosto, 2015