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Etf a confronto: Msci Asia ex-Japan

Giovedì, 23 Aprile, 2015

Esporsi all’Asia emergente con gli Etf significa in primo luogo puntare sulla Cina. Quasi il 30% dell’indice Msci Asia ex-Japan, che si compone di dieci paesi, è infatti dedicato all’ex Celeste impero.
La Cina ha conosciuto una crescita impressionante grazie al suo ruolo di fabbrica del mondo. Questo, però, l’ha resa molto dipendente dalla domanda derivante dai mercati sviluppati, negli ultimi anni in contrazione a causa della crisi economica. Non è un caso che l’indice Pmi cinese (Purchasing manager index), che misura la produzione manifatturiera, sia sceso dai 55 punti dei primi anni del 2000 ai 40 del 2008. Oggi, il Pmi si attesta a 50.
Un altro settore che preoccupa è quello immobiliare. Nel 2014, le vendite delle case hanno subito un brusco rallentamento, dopo cinque anni di continui massimi storici dei prezzi immobiliari. Pechino, da parte sua, ha annunciato l’intenzione di tagliare i tassi d’interesse e di erogare sconti sulle nuove case.
Taiwan dipende dalla Cina come partner commerciale. La crescita è stata guidata soprattutto dalle esportazioni. Per il 2015, si prevede un Pil in salita del 3,8%, decisamente meglio dell’1,7% del 2013. Hong Kong e Singapore, invece, hanno prosperato come centri finanziari. Il notevole peso del settore immobiliare, però, potrebbe essere un problema.

L’indice

L’Msci Asia ex-Japan è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato aggiustata per il flottante. È composto da circa 600 titoli emessi da società di grande, media e piccola capitalizzazione di dieci paesi asiatici (Giappone escluso). La Cina pesa quasi il 30% del portafoglio, la Sud Korea il 18%, Taiwan il 16% e Hong Kong il 14%. A livello settoriale, il benchmark è piuttosto diversificato: i titoli finanziari coprono circa il 33%, il settore informatico il 22%, gli industriali il 10% e i beni di consumo il 9%. L’indice non è molto concentrato, con le prime dieci posizioni in portafoglio che pesano circa il 20%. I tre titoli più pesanti sono: Samsung Electronics (3-5%), Taiwan Semiconductor (3-5%) e Tencent Holdings (2-3%).

Giovedì, 23 Aprile, 2015
 

 

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