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Draghi mette il turbo all'euro

Giovedì, 04 Giugno, 2015

La revisione delle stime sull'inflazione per l'anno in corso portate dalla Bce da zero a 0,3 per cento ha avuto un effetto notevole sulla moneta unica, rafforzatasi contro dollaro fino a 1,1285 circa (il mese di giugno e' inizato a 1,10 circa). La revisione al rialzo delle stime sull'andamento dei prezzi al consumo infatti e' una ulteriore conferma del fatto che la cura della Bce sta avendo il giusto effetto, e che presto potrebbe non essercene piu' la necessita'. E' vero che per il momento Draghi non parla di "exit strategy", ma i mercati come e' noto anticipano gli eventi ed hanno iniziato a scontare il momento in cui gli acquisti di titoli di stato inizieranno a diminuire. Termometro di questa situazione, oltre ai prezzi dei bond in discesa (e quindi rendimenti in netta salita) e' anche l'euro. La moneta unica infatti si era indebolita notevolmente contro dollaro negli ultimi mesi proprio per effetto dell'alleggerimento quantitativo della Bce ed ora che all'orizzonte se ne vede una riduzione o una fine l'euro ha riacquistato improvvisamente forza, nonostante la risoluzione della crisi greca non sia certo dietro l'angolo. Il 2 giugno il cambio e' risalito al di sopra della media mobile a 100 giorni, ora supporto passante a 1,1080 circa, e potrebbe tentare ora l'assalto alla trend line ribassista disegnata dal top di meta' luglio 2014, gia' testata senza successo dai massimi di maggio, passante ora a 1,14 circa. Sarebbe la rottura di quella trend line a segnalare un mutamento di sentiment potenzialmente duraturo da parte del mercato, introduttivo a movimenti verso 1,18 almeno, 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso dai massimi di maggio 2014. Oltre 1,18 si aprirebbero poi spazi di crescita fino a 1,2250 circa. Attenzione tuttavia a non vendere la pelle dell'orso ribassista in anticipo, fino a che area 1,14 non sara' saldamente alle spalle il recupero dell'euro delle ultime sedute dovra' essere catalogato come una rimbalzo temporaneo, che potrebbe quindi essere seguito da una nuova fase di forza del dollaro, diretta in questo caso verso la parita'.

Giovedì, 04 Giugno, 2015
 

 

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