Abbiamo accennato negli articoli precedenti di come gli indicatori siano “lagging”, cioè segnalino quello che è già successo perché sono semplicemente una rappresentazione dei prezzi attraverso formule matematiche.

Tuttavia c'è un modo di utilizzare gli indicatori in modo creativo in combinazione con i prezzi per ottenere dei segnali che molto spesso sono considerati “leading”, cioè anticipano quello che i prezzi faranno. In questo caso parliamo di divergenze tra indicatori e prezzi.
Le divergenze vengono identificate comparando il comportamento dei prezzi con un oscillatore come RSI, MACD, Stocastico, ecc. Non importa quale, l'importante che sia un oscillatore.

Normalmente quando i prezzi registrano due massimi consecutivi, l'indicatore posta due massimi consecutivi e quando i prezzi mostrano due minimi consecutivi, l'oscillatore fa lo stesso. Vediamo nella figura un esempio come due minimi nei prezzi siano corrisposti due minimi nell'indicatore.

Se questo non succede significa che l'indicatore sta “divergendo” dai prezzi. Da qui il nome divergenza. Vediamo nel seguente grafico come i prezzi abbiano formato un doppio massimo mentre l'indicatore abbia postato due massimi consecutivi.

Ci sono due tipi di divergenze, chiamate Divergenze Regolari e Divergenze Nascoste e nel prossimo articolo cercheremo di vederle nel dettaglio per capire che tipo di segnali forniscono e come essere sfruttati.
Occorre pratica per essere in grado di riconoscere e trarre profitto dalle divergenze, tuttavia risultano davvero degli strumenti molto potenti per riconoscere i punti di inversione dei prezzi.