Due grandi maison della moda, Versace ed Ermanno Scervino, si preparano al lancio in Borsa. A febbraio 2014 Blackstone ha acquistato il 20% della società operative di Versace. Ora Versace punta alla quotazione in Borsa. Un obiettivo che la famiglia Versace esplicita da tempo e che adesso si avvicina. Alcune fonti dicono che la quotazione avverrà più presto del previsto (probabilmente entro l’anno). Donatella Versace a capo dello stile, si dice «pronta» per affrontare i mercati finanziari, non solo le passerelle. Versace e Ermanno Scervino

Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato di Versace, ha spiegato: «Il nostro obiettivo rimane la quotazione», precisando che l'azienda «ha un assetto manageriale, pur essendo di tipo familiare, proprio in vista di questo obiettivo». Prima di sbarcare sul listino la casa di moda punta a conquistare nuovi mercati e incrementare i ricavi. E le premesse promettono bene.

Versace ha chiuso il 2014 con un fatturato di circa 550 milioni di euro. Ma un prospettiva di uno sbarco in Piazza Affari Ferraris punta per il 2015 ad un giro d'affari di circa 650 milioni e nel 2017 intende superare gli 800 milioni. «Il nostro obiettivo è quello di arrivare a un miliardo di euro di ricavi - ha affermato Ferraris - del resto abbiamo molto da fare. Ci espanderemo anche con le nuove tecnologie». Un po’ di tempo fa, aveva affermato: «entrare in Borsa è la conseguenza logica di aver scelto un socio di minoranza come Blackstone. Non ci sono accelerazioni rispetto ai nostri programmi, sono progetti che richiedono il loro tempo, in ogni caso, soon is better».

Il fondo Americano Blackstone è socio nella società operativa, non nella holding di controllo, la Givi, dove gli azionisti appartengono solo alla famiglia Versace: Santo, il presidente, con il 30%, la sorella Donatella, con il 20%, la figlia di Donatella, Allegra, con il 50%. Il fondatore della società, Gianni Versace, lasciò tutte le sue azioni alla nipote Allegra, ma poi in famiglia le quote sono state redistribuite.

Ermanno Scervino segue a ruota, e anche in questo caso la data della quotazione non è certa. Nel 2000, Ermanno Daelli e Toni Scervino hanno fondato la Maison di moda Ermanno Scervino. Ermanno Scervino ha raggiunto circa 100 milioni di fatturato e già nei prossimi mesi ha in programma l’apertura di numerosi negozi nel mondo, e ora punta a entrare nel mercato americano.

Il settore fashion è in fermento, come confermato dagli analisti esperti del lusso di Bnp Paribas: «I grandi gruppi stranieri già negli anni passati hanno comprato marchi in Italia. Questo trend proseguirà, anche in futuro, anche se poi le acquisizioni vanno fatte funzionare. La tentazione di fare acquisizioni aumenta, quando la crescita diventa più difficile».

Sempre nel settore fashion, Ferragamo punta a migliorare i propri margini quest’anno, sfruttando l'andamento dei cambi e il petrolio in caduta libera rispetto ai valori di un anno fa. «L’euro debole, il calo del prezzo del petrolio, l’aumento dei turisti sono una grande opportunità per migliorare i margini», ha detto a Radiocor Michele Norsa, ad di Ferragamo. Norsa ha anche aggiunto che il gruppo Ferragamo continuerà a inaugurare negozi. «Quest’anno ne apriremo 15-20 circa».

Ferragamo è presente in ventisei paesi tramite una rete di 586 negozi monomarca, e ad oltre novanta considerando le vendita in licenza.