Borsa Italiana: titoli bancari in negativoDopo la disastrosa settimana, che ha visto protagonista l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, le banche continuano a segnare forti ribassi, portati da una situazione generale ancora molto destabilizzata. Molte volte infatti, succede che eventi di natura mondiale vadano a creare forti situazioni di crisi all'interno dei mercati internazionali e che in particolar modo influenzino i titoli delle aziende o degli istituti attinenti ad essi. A pesare maggiormente, sia nel corso della scorsa settimana sia nell'avvio di quella nuova, sono state le banche che, coerentemente a quanto accennato in precedenza, continuano a mostrare sul grafico grandi sofferenza, date anche da altri fattori (analizzati nel seguito). Quello degli istituti bancari viene da sempre considerato sia come uno dei settori più complessi (dati i suoi grandi cambiamenti oscillatori) sia come un'ottima alternativa di investimento all'interno dei nuovi sistemi di negoziazione, basati solo sulla differenza del prezzo delle azioni.

Tuttavia, nonostante le cattive notizie, sappiamo che, grazie alle nuove piattaforme online, è possibile trarre vantaggio anche da situazioni di crollo azionario. Come vedremo in seguito, la presenza di titoli bancari quali: MPS, oppure Intesa Sanpaolo, dà la possibilità di attuare la propria strategia in base all'andamento grafico del periodo di riferimento. Non ci resta altro da fare che seguire attentamente le ultime novità dei principali istituti ed aspettare eventuali modifiche portate da uno speranzoso riassetto della situazioni Europea.

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MPS in rosso dopo la lettera della Banca Centrale Europea

Periodi difficili arrivano soprattutto per la banca Senese MPS che, all'indomani del caso Brexit, ha ricevuto una lettera di avvertimento dalla conosciutissima Banca Centrale Europea. Tenendo presente che i dettagli del contenuto non sono stati espressi in totalità, possiamo affermare lo stesso che la lettera, in linee generali, riguarda la richiesta, nei confronti ​​ della banca, di dover presentare un piano per riequilibrare dei crediti in sofferenza. I miliardi da "smaltire" dovrebbero essere circa dieci mentre, per quanto concerne il lasso temporale, la banca Senese dovr à cercare di sistemare tutto entro e non oltre i prossimi tre anni. A spaventare MPS, oltre che il dover ricollocare una nuova strategia all'interno del proprio piano di lavoro, è anche la paura nei confronti della sorte dei circa 60.000 investitori, fortemente intimoriti da questa improvvisa situazione.

Parlando del lato borsistico ricordiamo che la richiesta da parte della BCE, connessa alla drastica situazione della Gran Bretagna , hanno fortemente influenzato l'andamento del titolo all'interno del grafico. Subito dopo la notizia infatti, il titolo bancario è tornato a toccare minimi storici, con forti percentuali in discesa e preoccupanti fluttuazioni. Ovviamente il periodo in questione non sembra dei più rosei ma MPS , grazie ad un buon piazzamento strategico ha tutte le caratteristiche per riuscire a recuperare terreno e tornare ad incrementare le proprie percentuali.

 

Altre banche sulla scia della negatività generale

Mentre MPS tenta una netta ripresa dal punto di vista borsistico, guadagnando nelle vicine sedute circa il 6% grazie alla notizia di una certa garanzia di capitale confermata dallo stato, le altre banche continuano ad avere situazioni in affanno. È ad esempio il caso di Intesa Sanpaolo che, pur non toccando minimi storici, non riesce a portare a termine sedute perfette e con percentuali in aumento rispetto agli altri titoli di spicco a Piazza Affari. Che queste settimane post Brexit sarebbero state davvero dure lo si intuiva già nel corso delle prime sedute generali in quasi la totalità dei mercati mondiali, ma d'altro canto sappiamo anche che a periodi di forte scompenso potrebbero accostarsene altri di grande opportunità dal punto di vista delle negoziazioni.

Oltre che MPS (se pur in ripresa in queste ultime sedute) ad essere state influenzate, da situazioni di carattere mondiale e governativo, sono state anche Unicredit e Ubi Banca. Ricordando la presenza della maggior parte dei titoli bancari all'interno delle cosiddette piattaforme di Trading online, concludiamo dicendo di continuare costantemente ad aggiornarsi, mantenendo sempre uno sguardo agli importanti grafici in tempo reale proposti dalla stragrande maggiore di siti.

La doppia opportunit à con i contratti per differenza

Grazie all'avanzamento tecnologico ed al miglioramento dei sistemi online, sono sempre di più le piattaforme a mettere a disposizione nuovi sistemi di negoziazione. A spiccare tra tutti è sicuramente quello dei contratti per differenza, chiamati più comunemente con l'abbreviativo CFD. Tale metodo si differenzia molto dai metodi tradizionali, come ad esempio il canale bancario, sia per la sua ridotta tempistica burocratica sia per la sua facilità di utilizzo nei vari siti messi a disposizione dalle società. Un'altra fondamentale particolarità dei contratti per differenza è la presenza della leva finanziaria che, utilizzata correttamente, permette di poter incrementare il valore della propria apertura rispetto al reale capitale investito in quel momento.

Fare Trading online sta diventando davvero alla porta di tutti e sono sempre di più le persone che, spinte dalla possibilità di poter aprire comodante un conto demo (per testare le proprie abilità prima di inserire denaro reale), decidono di intraprendere un'esperienza in questo settore entusiasmante. Concludiamo ricordando di affidarsi solamente a piattaforme sicure e verificate al 100% in modo da non rischiare di perdere il proprio capitale in pochissimo tempo.

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