Dopo sette mesi consecutivi all’insegna del ribasso, febbraio sembrava aver segnato un’inversione di rotta per il petrolio, qualificandosi addirittura come il miglior mese da quasi sei anni nel caso del Brent: il greggio europeo si è apprezzato del 18,1%, arrivando nei giorni scorsi a $62,58 al barile.

Tuttavia, la tregua sembra essere stata solo temporanea, perche' le quotazioni del petrolio americano Wti (il Wti è un benchmark locale utilizzato solo negli Stati Uniti) hanno segnato un nuovo calo negli ultimi giorni: il light crude Wti ha ceduto 1,36 dollari, arrivando a $49,45 al barile. Cause principali: il rafforzamento del dollaro americano e l'abbondante offerta di greggio sul mercato, con le scorte statunitensi che continuano a espandersi.

Ora cosa accadrà?

Petrolio Sotto Quota 50 dollari Borse.proIl recupero aveva già indotto molti analisti a chiedersi se il crollo del barile non sia ormai da considerarsi terminato, ma il futuro è tuttora incerto e non è da escludere che si possa assistere a un “double dip”, una seconda crisi.

Le previsioni degli analisti internazionali non sono concordi su quale sarà​ l'andamento del greggio nei prossimi mesi. Tuttavia, la Us Energy Information Administration ha già avvertito che i prezzi resteranno bassi perché le forniture continuano a superare la domanda. Lo ha sottolineato ieri anche Janet Yellen: per il numero uno della Fed l’anemia delle quotazioni «sembra il riflesso di un aumento delle scorte globali più che di una domanda mondiale più debole». 

Nel frattempo, anche il Brent ha terminato la settimana male, a 60,05 dollari, con una flessione di 1,58 dollari (-2,5%).

Dunque il prezzo del greggio potrebbe scivolare ancora verso il basso prima di iniziare a recuperare terreno.

Molti membri dell'OPEC hanno affermato che può essere necessario convocare una riunione di emergenza per rivedere le politiche del cartello su produzione e prezzi, per fronteggiare i danni che il crollo delle quotazioni del petrolio hanno fatto alle economie dei paesi produttori. Ma le prospettive di un tale incontro appaiono remote.

Diezani Alison-Madueke, ministro del petrolio nigeriano, che ora detiene la presidenza di turno dell'Opec, ha detto al Financial Times, "Quasi tutti i paesi OPEC, tranne forse il blocco arabo, sono molto a disagio."

Questo dopo appena tre mesi dopo l'ultima riunione dell'OPEC, nel mese di novembre, in cui, sotto la pressione saudita, il gruppo ha deciso di ignorare il calo dei prezzi del petrolio, così come le pressioni dei membri meno ricchi, e mantenere un tetto di produzione di 30 milioni di barili al giorno, che è in vigore da tre anni.

E alla fine è emerso che la strategia, evidentemente ideato da ministro del petrolio saudita Ali al-Naimi, è di abbandonare il tradizionale approccio dell'OPEC di ridurre la produzione per mantenere alti i prezzi al fine di difendere la quota di mercato nei confronti di produttori di petrolio non-Opec, come gli Stati Uniti.

Come approfittarne?

La volatilità rimane altissima: quest’anno, su 38 sedute di contrattazione, ben 25 si sono concluse con il petrolio in rialzo o in ribasso di oltre il 2%.

Oltre al risparmio alla pompa di benzina,è possibile fare trading puntando sia al ribasso sia al rialso del petrolio. Infatti, le piattaforme di trading evolute hanno ampliato i mercati disponibili per i traders e tra i prodotti più interessanti e professionali troviamo anche le materie prime ed in particolare il petrolio, appunto.

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